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regione toscana.jpgFirenze: “Giorgio La Pira ci ha insegnato che chi vive nel nostro Paese deve avere un occhio puntato sull’Europa e un occhio puntato sul Mediterraneo. Dobbiamo essere grati alla nostra università per essere riuscita a far svolgere a Firenze un appuntamento di rilevanza internazionale così importante, non solo sul piano scientifico.

La presenza del principe di Giordania El-Hassan Bin Talal testimonia della vocazione che il capoluogo e la nostra regione hanno per il dialogo tra i popoli”.

Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani nella conferenza stampa di presentazione della Conferenza internazionale sulla storia e l’archeologia della Giordania (ICHAJ), che si è svolta questa mattina 18 gennaio, in Sala Barile del Palazzo del Pegaso.

La Conferenza alla sua quattordicesima edizione è in programma dal 21 al 25 gennaio. Si tratta di un appuntamento di primaria importanza per la comunità scientifica di storici e archeologi, che si occupano a livello internazionale di Medio Oriente e Mediterraneo. La Conferenza è triennale e si svolge un anno in Giordania ad Amman, e per i tre anni successivi all’estero. Negli anni scorsi le sedi sono state Oxford, Parigi, Berlino, Washington. Si articolerà in sei sessioni tematiche, che si svolgeranno in contemporanea per tutta la durata dei lavori.

“E’ un grande onore e un grande impegno, con centinaia di studiosi in arrivo da tutti i continenti, molti per la prima volta dal mondo arabo – ha sottolineato il professor Guido Vannini, direttore della missione archeologica Petra Medievale, che vede l’università di Firenze operare con continuità in Giordania dal 1986 - La scelta della nostra città nasce da diverse ragioni. Il 24 gennaio ci sarà un evento speciale, dedicato proprio all’esperienza che ltalia, insieme a Giordania e Unesco stanno maturando nella conservazione dell’eredità culturale. La presenza del principe El-Hassan Bin Talal, personalità di grande livello, con elevata credibilità anche internazionale, lo dimostra”.

E’ un appuntamento molto importante, voluto proprio dal principe Hassan, zio dell’attuale re e fratello di re Hussein. “La Giordania è l’unico Paese nello scacchiere mediorientale che ha voce pubblica a livello internazionale – ha ricordato il professor Michele Nucciotti, condirettore della missione –. Verrà affrontata la situazione presente in Iraq, Libia e Siria e la difficoltà a trovare interlocutori, per sviluppare iniziative come quelle che stiamo portando avanti con la nostra università”.

 

Categoria: DALLA REGIONE
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