Stampa

geotermia (1).jpgFirenze: La proposta di individuazione delle Aree non idonee (Ani) all’installazione degli impianti di produzione di energia geotermica, dovrà essere presentata al Consiglio entro 60 giorni. È quanto prevede la risoluzione firmata dai consiglieri membri dell’ufficio di presidenza della commissione Ambiente (Stefano Baccelli e Francesco Gazzetti del Pd, e Giacomo Giannarelli del Movimento 5 stelle) e approvata dall’Assemblea regionale toscana.

L’Aula ha approvato anche un emendamento proposto da Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt) che impegna la Giunta a “mantenere fermi i principi e i criteri” per l’individuazione delle aree non idonee recepiti dalla Regione con la delibera n. 516 del 2017 (Linee guida per l’identificazione delle aree non idonee all’attività geotermoelettrica in Toscana), con particolare riguardo alle aree particolarmente sensibili o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio.

Tecnicamente l’identificazione delle aree dove non si potrà coltivare la risorsa geotermica modificherà il Piano ambientale energetico (Paer), istituito con legge 14/2007 e approvato a febbraio 2015. La risoluzione impegna la Giunta a presentare al Consiglio la proposta di aggiornamento del Paer cui dovrà seguire, a garanzia di una adeguata cogenza, anche un intervento sugli strumenti di pianificazione territoriale, nello specifico il Piano di indirizzo territoriale (Pit) con valenza di Piano paesaggistico approvato a marzo 2015. I vincoli localizzativi dovranno infatti armonizzarsi a questi strumenti soprattutto per quanto riguarda la tipologia degli impianti di alta entalpia, che dovrebbero essere per la maggioranza confinati nelle aree storicamente vocate all'attività geotermoelettrica. 

L’atto arriva a seguito di altre iniziative assunte in passato, prima fra tutte la risoluzione approvata all’unanimità a febbraio 2017 che ha dato il via ad una istruttoria di ricognizione delle Ani (strumento introdotto dal decreto ministeriale 0/9/2010) dove sono confluite le proposte dei 51 Comuni coinvolti (tra geotermici, limitrofi e intervenuti nel procedimento). Secondo la normativa nazionale la disciplina delle Aree non idonee si applica alle “autorizzazioni per gli impianti di produzione di energia elettrica – compresi i pozzi profondi – e non alle attività di ricerca superficiale”. L’individuazione delle Aree non idonee completerebbe il quadro toscano delle zone vincolate essendo già state individuate quelle non idonee alla produzione di energia elettrica da impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico.

Nell’illustrazione dell’atto il presidente della commissione Ambiente e Territorio, Stefano Baccelli (Pd), ha ricordato che la proposta di individuazione delle Aree non idonee all’installazione degli impianti di produzione di energia geotermica, dovrà essere presentata al Consiglio entro 60 giorni. “Prendiamo atto del buon lavoro fatto dalla Giunta regionale, in termini di definizione delle linee guida e chiediamo un ulteriore salto: si impegna l’esecutivo a presentare al Consiglio la proposta di aggiornamento del Paer cui dovrà seguire, a garanzia di una adeguata cogenza, anche un intervento sugli strumenti di pianificazione territoriale”.

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), partendo dal presupposto che “l’energia geotermica di per sé non è un’energia pulita, ma dipende da una serie di elementi e fattori, ha invitato in particolare a capire cosa sta accadendo in Amiata”.

Giacomo Giannarelli (M5S) ha parlato di atto politico che convince: “Non è cosa da poco chiedere alla Giunta di portare l’atto in Consiglio entro 60 giorni, atto che è importante per le proposte di legge sulla geotermia sulle quali stiamo lavorando”.

Monica Pecori (Gruppo misto Tpt), con una serie di dati alla mano, spaziando dal numero delle centrali a quello dei pozzi, passando dal numero degli occupati e alla maggiore percentuale di morti nei Comuni geotermici, si è soffermata sulle problematiche ambientali legate alla geotermia.

Leonardo Marras (Pd) ha ricordato che non siamo al vecchio dibattito tra geotermia sì oppure no: “siamo al punto di dotare la risorsa geotermia con regole certe, di governo del territorio, ed è questo che stiamo facendo”.

Marco Casucci (Lega), dopo aver ringraziato chi ha presentato la proposta di risoluzione, ha parlato di fronte comune sul tema geotermia, “per fare una politica nell’interesse del territorio, concepito nella sua omogeneità”.

Categoria: DALLA REGIONE
Visite: 346

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza . I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono gia' state impostate. Per saperne di pi sui cookie che utilizziamo, vedere le Informazioni sui Cookie.

  Accetto i cookie da questo sito.
EU Cookie Directive Module Information