Rilettura del Piano di indirizzo territoriale: approvata la rappresentazione più aderente alla realtà, con valore puramente ricognitivo e non costitutivo.

Firenze: Una rappresentazione più corretta e aderente alla realtà dei territori coperti da boschi e foreste. È questo, in estrema sintesi, l’aggiornamento del quadro conoscitivo del Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico (Pit Ppr) con specifico riferimento all’elaborato A7, approvato dal Consiglio regionale.

Si tratta, ha spiegato il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd) illustrando l’atto, di una ripulitura di errori materiali dovuti a una estrazione automatica delle categorie dalle carte dell’uso del suolo che nella rappresentazione dei territori ha fatto sì che venissero inseriti, ad esempio, boschi all’interno di rotatorie.

“Non produciamo una nuova disciplina” ha specificato il presidente che ha ricordato come già in fase di adozione del Piano (luglio 2014, ndr) furono molte le osservazioni di scorrettezze rappresentative pervenute da parte di Comuni ed enti locali. Da qui la ‘rilettura’,  ricognitiva e non costitutiva, in cui il criterio identificativo del bosco, vincolato ai sensi dell'articolo 142 del D.Lgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), non viene in alcun modo modificato.

L’aggiornamento non ha valore costitutivo anche perché fin dall’approvazione del Pit, come specificato all’articolo 5 della disciplina di Piano relativamente ai beni paesaggistici (elaborato 8B), ai fini della determinazione della consistenza e dell’identificazione del bene bosco, la Toscana non si è avvalsa di una rappresentazione cartografica, ma ha rimandato la consistenza del vincolo - come emerso già nell’istruttoria del 2014 che approvò le controdeduzioni alle osservazioni pervenute - ai criteri definiti di concerto con il Ministero, che poggiano nella definizione di bosco e sanciti nella normativa regionale del 2000 (Legge forestale), specificatamente all’articolo 3.

Le situazioni di ambiguità che si dovessero ancora registrare, devono essere affrontate tenendo a riferimento il Codice e la legge regionale in cui è indicata la definizione di bosco che tuttavia, per sua natura, è da considerarsi un bene mobile. “L’aggiornamento - ha concluso il presidente della commissione -  sarà un supporto importante, uno strumento utile agli enti locali che dovranno usarlo nei loro piani e strumenti urbanistici”.