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Fattori (Sì): “Accolta la nostra richiesta di intitolare la galleria del Consiglio regionale a Mattei, partigiana che ha inventato la mimosa come simbolo dell’8 marzo, la più giovane deputata della Costituente”.

Firenze: “Dopo che il Presidente Giani annunciò di voler intitolare le principali aule del Consiglio a Piero Calamandrei, Giovanni Spadolini, Amintore Fanfani e Sandro Pertini abbiamo chiesto una correzione del tiro: in termini cromatici mancava il rosa e il rosso”, commenta il capogruppo di Sì - Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori.

“La scelta dei nomi d’illustri figure istituzionali toscane cui intitolare le nostre aule è simbolica ma non irrilevante: è memoria storica. Non possono mancare le donne né può mancare una personalità riconducibile alla tradizione del comunismo democratico italiano. Una mancanza a cui ho chiesto di porre rimedio, proponendo il nome di Teresa Mattei, una donna straordinaria, una partigiana, una comunista italiana autonoma e libertaria. E’ stata la più giovane deputata dell’Assemblea Costituente, eletta nel collegio Firenze - Pistoia, e fece parte dell’Ufficio di Presidenza della Costituente, contribuendo a scrivere l’articolo 3, uno dei più belli della nostra Costituzione. Ha speso la sua vita per i diritti delle donne e dell’infanzia e fu lei a inventare la mimosa come simbolo dell’otto marzo. C’è un episodio che rivela limpidamente la personalità di Teresa Mattei: ancora ragazzina, fu espulsa dal liceo classico Michelangiolo di Firenze e da tutte le scuole del Regno perché si rifiutò, in occasione delle leggi razziali, di accettare l'insegnamento della teoria della razza e l'allontanamento dei suoi compagni di classe e degli insegnanti ebrei”.

“Sono contento che la presidenza del Consiglio abbia accolto la proposta e che si completi oggi un ‘Olimpo’ altrimenti tutto maschile e frutto della totale rimozione della storia del PCI, il più grande partito d’opposizione di questo paese nel secondo ’900, che ha ben governato la Toscana ininterrottamente dal 1970, anno di nascita della Regione, fino allo scioglimento del partito nel 1991. Gli orientamenti politico-culturali della così detta ‘seconda Repubblica’ erano ormai tutti rappresentati. Il Consiglio insomma aveva ormai aule che vanno dalla destra con l’omaggio a Montanelli, al PRI di Spadolini, al PSI di Pertini, fino a DC di Fanfani e al partito d’Azione di Calamandrei, manca solo una figura che venga dalla cultura politica del comunismo democratico”.

Categoria: DALLA REGIONE
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