L'Alleanza contro la povertà chiede misure strutturali, universalità all'accesso, centralità del welfare locale e stretta collaborazione fra le istituzioni e il mondo del sociale.

Firenze: Quattro priorità per non lasciare incompiuta la riforma che ha introdotto il Reddito di inclusione: misure strutturali, universalità all'accesso, centralità del welfare locale e stretta collaborazione fra le istituzioni e il mondo del sociale. Le Acli toscane chiedono ai futuri parlamentari candidati in Toscana di porre attenzione alle richieste dell'Alleanza contro la povertà.

Oggi il Rei ha rappresentato un risultato storico contro la povertà, ma ha bisogno di essere completato con nuove riforme. Innanzitutto il Rei non deve essere una misura una tantum, ma deve entrare a far parte del sistema strutturale del welfare italiano. Attualmente può accedere al contributo economico il 53% delle persone povere, il restante 47% rimane escluso. “Il Rei appare oggi ancora lontano dal raggiungere la soglia della povertà assoluta –afferma Giacomo Martelli, presidente regionale delle Acli toscane – per questo chiediamo che venga esteso a tutti, compresi i cittadini stranieri”. Secondo una stima nazionale mancherebbero circa 4,3 miliardi di euro per raggiungere tutte le famiglie. Per arrivare a ciò si propone un Piano nazionale pluriennale che estenda la misura per gradi.

La risposta economica però non basta. Il sistema di welfare locale deve essere in grado di lavorare al reinserimento di questi soggetti, attraverso soluzioni adatte a ciascun caso. Ecco perché il rapporto fra tutte le istituzioni locali e le rappresentanze sociali diventa cruciale: “La collaborazione diventa l'unica strada possibile per costruire una risposta a tutti i poveri, ma anche ad ogni povero una giusta risposta”, conclude Martelli.