Firenze: “Vaccinazioni obbligatorie, siamo arrivati al dunque. Ma da parte di Comuni e Regione c'è un silenzio assordante. Cosa intendono realmente fare per quei bambini che non sono in regola? E a chi spetta a questo punto l'ultima parola?”. Sono gli interrogativi che lancia Paolo Sarti, pediatra e consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra. “C'è un silenzio assordante ed è già iniziato il rimpallo di responsabilità tra gli assessorati dei Comuni e gli uffici regionali scolastici regionali”, continua Sarti.

“I tempi per la messa in regola di chi ancora non l'ha fatto sono abbondantemente scaduti. A questo punto, i nodi vengono al pettine. E sono i nodi di una legge sbagliata e peraltro inapplicabile, che genera caos, malintesi, sofferenze, rabbie. Fermo restando che a pagare scelte non condivisibili dei genitori, se le cose non cambiano, saranno bambini piccoli che non andranno a scuola”.

“La legge approvata dal ministro Lorenzin -accusa Sarti- ingenera un conflitto evidente (anche se con forza ed ottusità negato dal governo) fra il diritto allo studio e il diritto alla salute. Responsabile di scontri, di contrapposizioni e di allarmi sociali che nocciono gravemente alla buona pratica vaccinale”.

“Avevo previsto (ed era facile farlo) quanto sta accadendo in questi giorni: estromissioni dalla scuola di bambini le cui famiglie si erano attenute fiduciosamente alle disposizioni della Giunta Regionale per 'semplificare' le tortuose proceduto previste dalla legge Lorenzin (frutto per altro di un accordo fra ANCI, Ufficio Regionale Scolastico e ASL). E ancora: le probabili violazioni della privacy avvenute nelle comunicazioni fra ASL e dirigenti scolastici col rischio di far additare come unturi i bambini al momento inadempienti all’obbligo! Per non parlare del sovraccarico di lavoro nei servizi Asl (già in crisi per gli insostenibili e continui tagli di personale) perché le migliaia di presunte irregolarità accertate ad un primo spoglio sono tutte da verificare. Intanto -continua Sarti- si preparano montagne di ricorsi con grande soddisfazione e i pediatri sono affollati di richieste di verifica dello 'stato immunitario'”.

“Peccato. lo dico come pediatra vaccinatore da quarant’anni: avevamo raggiunti buoni livelli di copertura, dovevamo solo rimboccarci le maniche con pazienza, informazioni corrette, disponibilità per arginare in fenomeno della disaffezione, delle disinformazioni e lo stato ci doveva solo aiutare con campagne ben condotte, rimediando ai suoi errori comunicative del passato. Adesso sarà più difficile convincere i sempre più radicalizzati “contro” e abbiamo perso anche una montagna di indecisi che -conclude Sarti- si sono schierati con loro”.