concerto j senese 2021 foto franchi.jpgdi David Franchi

Follonica: Il concerto per la 41° edizione del Grey Cat Festival ha visto i Napoli Centrale proporre i brani del nuovo album di Senese dal titolo "James Is Back" (2021), oltre ad alcuni brani storici della band, nata nel 1974 come ha ricordato dal palco James Senese stesso.

Da “’O sanghe” a “Bon voyage” passando per “Dint’ ‘O Core” (una rilettura di “Manha de Carnaval”) e "Acquaiò, l'acqua è fresca?", per finire con “James is back” il concerto si è concluso con ben due applauditissimi bis, nel primo dei quali James Senese ha ricordato Pino Daniele, un fratello come l’ha definito lui stesso, con il brano “Chi tene ‘o mare”. Il concerto si è concluso con “Campagna” uno dei pezzi più noti.

Inserito nella tournée del nuovo album, il concerto di Follonica, così come tutto il lavoro di James Senese e dei Napoli Centrale, segue l’importante filone degli sconfitti. Questo è un inno hai vinti, alla sofferenza di chi non ha da mangiare, di chi ha patito la guerra, a chi è non ha più la forza di parlare, è ‘o sanghe ro' popolò perdentè’, il sangue del popolo perdente.

concerto j senese 2021 foto franchi 1.jpgForse perché James Senese ha sofferto sulla sua propria pelle le ingiustizie del mondo. Gaetano “James” Senese, nasce a Napoli, il 6 gennaio 1946, figlio di James Smith, soldato statunitense afroamericano, e di Anna Senese, giovane ragazza napoletana. Subisce sin da piccolo tutte le discriminazioni riservate a chi come lui è ‘Tammurriata Nera’. E di essere ‘Nero a Metà’ non ha scordato, tanto che recentemente ha affermato di essere stato tirato su dai nonni che lo hanno protetto dalle cattiverie e dall’emarginazione, una discriminazione che continua ancora oggi: “Chi non mi conosce mi insulta. E io, a 76 anni, sono tuttora alla ricerca della mia identità. Non so se sono napoletano o americano. O tutte e due le cose. La cosa mi fa soffrire”.

James Senese inizia la carriera prestissimo. Nel 1961 incomincia il sodalizio con Mario Musella (anche lui un nero a metà), con il quale partecipa a vari gruppi, per poi fondare gli Showmen che vinceranno persino il Cantagiro 1968 con la famosa "Un'ora sola ti vorrei". Altro membro degli Showmen è Franco Del Prete, con il quale nel 1974 Senese fonda i Napoli Centrale, che vede un certo alternarsi di musicisti, tra cui appunto Pino Daniele.

Quest’ultimo chiamerà Senese a far parte del cosiddetto ‘supergruppo’ che produrrà “Nero a metà”, album storico che Daniele dedica proprio a Mario Musella, morto poco prima della pubblicazione. La carriera di James Senese continuerà con altre importanti collaborazioni, musica, teatro, cinema e un libro a lui dedicato. Fino a pochi mesi fa, quando esce "James is Back" (2021) che è il ventunesimo album di James Senese, il decimo in studio da solista, a nove anni di distanza da "È fernut' 'o tiempo" del 2012.

Il concerto a Follonica è stato una carica di energia, dal sapore anni ’70, con un gruppo di virtuosi dello strumento. Altissima è stata la capacità di esecuzione dei quattro sul palco: James Senese (voce solista, sax tenore, soprano e Akai Ewi5000), Lorenzo Campese (tastiere), Rino Calabritto (basso) e Fredy Malfi (batteria). Quest’ultimo, in particolare, ad certo punto si è esibito in un assolo di rara qualità.

In un momento dove la musica si fa sempre più rinchiusi in casa, sentire un artista che propone musica vera, costruita “con le mani” fa un estremo piacere.

E’ questo il caso di James Senese, vera icona del panorama musicale italiano. Senese ha rivoluzionato la musica italiana (e anche internazionale), proprio con il progetto Napoli Centrale che prende il nome dalla stazione ferroviaria del capoluogo partenopeo, luogo che rappresenta l’anima verace della città, un movimento di gente, corpi e volti differenti in un incontro popolare -culturale che è poi la base da cui parte la musica di Senese, anch'egli "figlio della guerra" che dopo tanti anni continua a stupirci e tenere alta la sua arte.