Magliano in Toscana: Cogliendo il senso della parola (Ensemble: gruppo di persone che collaborano per un risultato d’insieme, e anche: complesso musicale in cui perde spicco la personalità di ciascuno degli esecutori perché risulti più perfetta l’armonia dell’insieme. Vocabolario Treccani.), l’associazione culturale e galleria d’arte Arti in corso di Magliano in Toscana presenta dal 1° al 28 agosto la mostra/vetrina Ensemble, patrocinata dal Comune. 

Sei artisti, locali e non, alcuni che hanno già esposto da Arti in corso, altri che avrebbero dovuto esporre quest’anno, allestiranno le loro opere in un insieme (ensemble) che potrà essere visto solo dalla porta a vetri della galleria. Una grande vetrina che nasce dal desiderio di non rinunciare, di creare altresì, tramite l’arte, un varco negli scenari distopici e nelle sensazioni negative. Non ci sarà inaugurazione per evitare gli assembramenti festosi che per dodici anni hanno celebrato le aperture delle mostre dell’associazione, ma  il momento richiede duttilità.
Nell’incertezza della situazione verificatasi per l’epidemia e in considerazione delle necessarie restrizioni, Arti in corso ha annullato altri progetti estivi. Dopo un primo momento di disorientamento in cui si è presa in considerazione la possibilità di tenere chiuso il grande portone giallo dello spazio espositivo, logo dell’associazione, si è deciso invece di dare un segnale di ripresa e di vitalità attraverso l’arte.

I sei autori hanno accettato volentieri di lanciare questo messaggio. Ma quali elementi collegano le loro opere? Uno sguardo interno più intimo, l’osservazione di piccole cose a cui dare un senso nuovo, la riflessione su di sé, una riscoperta di tempi lenti, stimoli emersi proprio dalla situazione critica che stiamo affrontando. Così i quadri intimisti dalle sapienti lunghe pennellate di Silvia Rinaldi dialogano con le delicate fotografie di “Rusticus” di Giulio Cerocchi, in cui un elemento vegetale campestre, in genere poco considerato, viene ripreso e impreziosito come un’icona. Anche Romano Moscatelli guarda con occhi diversi i piccoli segni delle cose, ma in un ambito urbano. Il suo progetto fotografico, “Urban Cinderella” ricerca l’armonia “dove è meno ovvio trovarla, prevalentemente nelle condizioni di degrado, nei segni dell’usura, nell’effetto del tempo trascorso, in ciò che solitamente viene scartato o non preso in considerazione, ma anche nei particolari, nei dettagli. Graffi, scolature, macchie, ruggine, bruciature sono i maestri che mi inondano di soggetti accattivanti”. Con lo stesso filo rosso del vedere l’invisibile è collegato all’ensemble il progetto fotografico di Adriana Aromolo “In the middle of nowhere”: attenzione ai particolari, ai segni lasciati dalla vita delle persone negli spazi, ai vuoti silenziosi nelle case. La ceramista Doriana Melosini guarda alle buone pratiche di una volta  per valorizzarle nel contemporaneo;  l’arte etrusca del  bucchero e i vari tipi antichi della ceramica (e anche della porcellana) sono ripresi in creazioni moderne piene di vitalità. Infine le sculture di Catherine Porta, che costellano la galleria, collegano tutte le opere in un discorso di spiritualità, libertà e gentilezza.

La mostra/vetrina Ensemble sarà visibile dal 1° al 28 agosto, dalla tarda mattinata fino a sera. Potrà essere visitabile all’interno tramite appuntamento, due persone alla volta, con tutti i presidi di sicurezza.