di David Franchi

Scarlino: Nello stupendo Castello di Scarlino, accompagnato da un gruppo di virtuosi, Nick the Nightfly ha saputo creare una serata piacevole e coinvolgente per il pubblico presente, cantando brani soprattutto del suo ultimo album, ma anche in italiano.

Il concerto era incentrato su “Be Yourself”, ultimo album di Nick The Nightfly, uscito a dicembre scorso.

Apre il concerto “New York”, brano dedicato alla città e al Brill Building, l’edificio dove lo standard jazz è divenuto famoso, epicentro della musica mondiale ai tempi della Tin Pan Alley. In visita alla città, Nick the Nightfly ha conosciuto il novantatreenne Tony Bennett, l’ultimo dei crooner ancora attivo.
Poi il brano “Brasil” scritto insieme a Paula Morelenbaum, artista brasiliana di fama mondiale.
Segue “Shine A Light”, ispirato all’espressione Slàinte Mhath (pron. slange var), augurio di buona salute in gaelico scozzese, ma che significa grosso modo ‘che la fiamma dentro di te possa bruciare a lungo’.
Il brano “Paris” è una bossa nova scritta con l’artista pugliese Nicola Conte.
Poi Nick the Nightfly prende l’ukulele e canta due brani, fra cui “Be Yourself”.
Dopo canta in italiano l’immancabile “Estate” (B. Martino) e “Vita” (Dalla / Morandi).
Poi il momento di “Chicago” che conferma la vocazione internazionale dell’artista, come in un ideale viaggio musicale intorno al mondo, che parte dall’Italia passando per Parigi, per il Brasile, per New York e Chicago, fino ad arrivare alla Scozia, per poi tornare all’Italia.

Lo spettacolo di Nick The Nightfly è stato divertente. Lui fa battute, parla con il pubblico e convince tutti a cantare le sue canzoni. Un vero artista poliedrico che è stato capace di creare una serata piacevole, senza troppa banalità.
Indispensabile è stato il gruppo che lo ha supportato, composto da Claudio Colasazza al piano, Amedeo Ariano alla batteria, Francesco Puglisi al basso e Jerry Popolo al sax e flauto.

Nick The Nightfly è lo pseudonimo di Malcolm MacDonald Charlton nato a Glasgow (UK), il 28 aprile 1957. E’ un disc jockey, cantante e musicista britannico, nonché talent scout, che è riuscito a proporre nuove mode e gusti musicali. Vive in Italia dal 1982.

Nick The Nightfly è conosciuto per il programma radiofonico “Monte Carlo Night”, attraverso il quale ha portato in Italia la musica new age, la fusion, la world music, la musica brasiliana, il jazz e l’acid jazz e negli ultimi anni anche i suoni del nujazz, il lounge e la chill out. Negli anni ha vinto numerosi premi e partecipato a varie trasmissioni televisive. Ha curato e pubblicato un grande numero di compilation e tre album da solista. Dal 2003 è direttore artistico del Blue Note di Milano, ormai punto di riferimento per il jazz internazionale.


D. Questa serata a Scarlino, nel castello, sei stato molto applaudito, il pubblico ti ha seguito ed è contento.
R: Assolutamente. Un pubblico attentissimo, intonatissimo. Quando gli ho fatto cantare le mie canzoni, hanno cantato tutti benissimo come un insieme, ma anche con una gioia di partecipare alla musica. C’era molta voglia delle persone di partecipare e fare parte di quel che abbiamo fatto. Ed è una cosa che a me piace molto: fare partecipare la gente alla musica. Non sono due cose separate. Loro fanno suonare meglio noi e noi facciamo stare bene la gente. Questo a me piace così. Poi è un posto magico questo castello! Quando sono arrivato oggi, ho detto: Mah! Ma dove siamo?!? Poi pian piano si è vista l’azione, le luci, il palco, è arrivato il pianoforte, e la luna, le stelle, San Lorenzo… Guarda, alla fine una serata memorabile. Porterò nel cuore questa serata. Un pubblico bellissimo, veramente.”.

D. Questo album nuovo, in cui hai scritto dei brani, sempre jazz.
R: Sì, il disco nuovo è uscito a dicembre. Lo stiamo portando in giro in tutta l’Italia. E’ un disco con tante collaborazioni, con grandi jazzisti. Ma è un disco crossover, c’è un po’ di pop, c’è jazz, c’è soul… c’è bella musica. A me di classificare la musica, non m’interessa. Mi piace fare buona musica. E la buona musica non ha un nome. Come diceva Duke Ellington, ci sono due tipi di musica: quella bella e quella brutta. E io spero di fare quella bella, e quella buona per la gente. Sono tutte canzoni originali che ho scritto. E ho visto che la gente, anche stasera, cantava le mie canzoni con felicità. E questa è una cosa bellissima.

D. Continui a fare il disc jockey da tanti anni.
R: Quest’anno faccio trent’anni di Radio Monte Carlo. Il mio programma è ancora in onda e celebro un anniversario importante. Continuo a mettere musica nuova, proporre artisti nuovi. Vivo nella musica. La mia fortuna è quella di vivere nella musica e condividere la musica con gli altri. Sono un ragazzo scozzese, e italiano, fortunato. Perché ormai mi sento un po’ italiano. Ho cantato pure in italiano stasera. Due pezzi in italiano con applausi: non è indifferente per uno scozzese. Perciò, viva la vita, viva l’amore, viva la musica”.