Cassero Grosseto.jpgVenerdì 12 luglio il concerto diretto da Mario Leotta. Nel programma Bruch e Beethoven.

Grosseto: L'Orchestra sinfonica Città di Grosseto torna al Cassero Senese con un altro concerto da non perdere del cartellone estivo. L'appuntamento è per venerdì 12 luglio alle ore 21.15 (ingresso a pagamento, informazioni su www.orchestragrosseto.it).

Per l'occasione l'ensemble sarà diretto da Mario Leotta e si esibirà con il violino di Yehezkel Yerushalmi. Il programma prevede l'esecuzione del Concerto numero 1 in Sol minore per violino e orchestra, opera 26, di Bruch, e della Sinfonia numero 2 in Re maggiore, opera 36, di Beethoven. Mario Leotta è tra i direttori d'orchestra emergenti più importanti e apprezzati.

Calabrese, classe 1976, ha iniziato a studiare violino a 5 anni e ha proseguito gli studi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove si è diplomato. Subito dopo ha intrapreso lo studio della viola, ancora una volta diplomandosi a pieni voti. Giovanissimo, ha vinto l'audizione per prima viola nell'Orchestra giovanile dell'Accademia nazionale Santa Cecilia, con la quale svolge un'intensa attività sinfonica. Ha ricoperto lo stesso ruolo nell'Orchestra della Fondazione “Teatro lirico di Cagliari”, nell’Orchestra sinfonica siciliana di Palermo e l’Orchestra alla Scala di Milano.

La grande passione per la musica lo ha spinto, in aggiunta all'intensa attività come strumentista, a intraprendere lo studio della direzione d’orchestra. Nel 2013 ha fondato l’Orchestra regionale della Calabria “Paolo Serrao”, di cui è direttore artistico e musicale. Yehezkel Yerushalmi, israeliano, si è perfezionato seguendo importanti violinisti come Menuhin, Stern e Szering. Si è esibito come solista – oltre che in Italia – negli Stati Uniti, in Germania, Austria, Giappone, Spagna e Brasile, sia come solista e sia come primo violino con la guida di grandi direttori come Abbado, Giulini, Maazel, Osawa, Sinopoli, Prêtre, Muti, Mehta e Bychkov.

Dal 1985 al 2017 è stato primo violino dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino su invito del direttore Zubin Mehta.