Vetulonia: Domenica 9 giugno alle ore 18:00, sarà inaugurata la Mostra-Evento del Museo civico archeologico Isidoro Falchi del 2019, dal titolo: “Alalìa, la battaglia che ha cambiato la storia: Etruschi, Greci e Cartaginesi nel Mediterraneo del VI secolo a.C.”.

«Siamo perfettamente consapevoli che la realizzazione di questa Mostra - afferma Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia - la prima di carattere internazionale organizzata nel museo vetuloniese, rappresenta una tappa fondamentale nel processo di crescita culturale del piccolo borgo e dell’intero territorio comunale, costituendo un’opportunità importante per il pubblico locale, in particolare per quello in età scolare e per tutti i visitatori, studiosi, semplici curiosi e appassionati, che fra giugno e gli inizi di novembre avranno il desiderio e la possibilità di raggiungere Vetulonia per visitarla insieme ai resti della necropoli e della città antica, in corso di scavo da un decennio».

«L’allestimento della mostra all’interno delle sede museale di piazza Vetluna – aggiunge il primo cittadino del centro turistico – coordinata dal direttore scientifico del museo Simona Rafanelli in collaborazione con il capofila del progetto, il professore Vincent Jolivet e con i referenti scientifici e logistici del “Progetto Collettivo di Ricerca” avviato dalla collettività di Corsica,  segna l’inizio di un percorso triennale che coincide con quello di durata di questa Mostra a carattere itinerante che, nell’arco di tre anni, toccherà altre due tappe esterne al territorio nazionale, approdando nel 2020 ad Aleria, in Corsica e concludendosi l’anno successivo a Cartagine, in Tunisia».

«Le esposizioni a tema archeologico, e non solo – ricorda Farnetani - organizzate con cadenza annuale a partire dal 2002, rappresentano il grande evento culturale di Castiglione della Pescaia, oltrepassando assai largamente i limiti del comprensorio comunale con i 15.000 visitatori (più che raddoppiati con quelli delle aree archeologiche esterne), registrati nel corso del periodo di programmazione dalla fine di maggio agli inizi di novembre».

«Il Museo vetuloniese – termina il sindaco –  divenuto dal 2013 museo di rilevanza regionale, ha acquisito una dimensione che oltrepassa di gran lunga i confini impostigli dalla configurazione originaria di piccolo museo civico, grazie alla costruzione di eventi di ampio respiro, fondati sul rispetto del rigore scientifico e sulla messa in atto di un complesso e stupefacente allestimento scenografico in ciascuna delle differenti occasioni».

«Il tema dell’esposizione 2019 – afferma l’assessora alla Cultura Susanna Lorenzini - sarà quello dei contatti stabiliti fra le civiltà antiche presenti in questa parte del bacino del Mediterraneo, che hanno determinato la scelta del sottotitolo “Greci, Etruschi e Cartaginesi nel Mediterraneo del VI secolo a.C.”, cercando di evidenziare, accanto alle vicende storiche che videro protagonisti i grandi Popoli, anche il dialogo interculturale che questi seppero intessere con i cosiddetti popoli “minori” rappresentati dai Sardi e Corsi».

«Sul piano scientifico – spiega Lorenzini - l’esposizione consentirà di presentare lo stato attuale delle conoscenze, integrate dai risultati più recenti forniti dal proseguire della ricerca e dalle nuove sensazionali scoperte effettuate sul terreno, nei confronti delle quali le realtà insulari di Corsica e Sardegna giuocano un ruolo di indiscusso primo piano».

«La Mostra, che costituisce un momento forte nel presentare il contesto politico, economico e culturale prima della battaglia, così come le sue principali conseguenze nella scala internazionale – aggiunge Walter Massetti, assessore delegato alla valorizzazione delle aree archeologiche - vuole instaurare una riflessione più profonda sull’identità “Corsa” forgiata nell’antichità in un ambiente mediterraneo aperto e interculturale, ove la partecipazione della Corsica e dei Corsi in seno alla civiltà e allo spazio etrusco rappresenta un fatto fondamentale».

Troveranno spazio, all’interno del Museo civico archeologico “Isidoro Falchi”, centocinquanta reperti di straordinario valore scientifico e artistico, richiesti in prestito primariamente al Museo di Aleria, partner dell’esposizione, quindi all’Antiquarium Arborense di Oristano e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro, sul suolo sardo, al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, per quanto concerne la Toscana e, infine, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, cui verrà ad affiancarsi una selezione di reperti sequestrati dal Nucleo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza di Roma. I reperti diventeranno i protagonisti di un racconto che si snoda dietro le quinte di uno scenario che rappresenta il Mediterraneo in epoca arcaica, nel tempo che precede e segue lo scontro navale che secondo lo storico greco Erodoto terminerà senza vincitori né vinti, ma che assai concretamente sancirà la spartizione delle isole del Tirreno fra le potenze marittime che dominavano le rotte e i traffici commerciali in questo ben definito angolo di mare, assegnando la Corsica agli Etruschi, la Sardegna ai Fenici di Cartagine e la Sicilia insieme al Sud Italia ai Greci.

Ed è proprio il Tirreno, o più generalmente il Mediterraneo nella sua ansa occidentale, a rivestire il ruolo di autentico protagonista dell’intera vicenda che sconvolse e riassestò gli equilibri commerciali e politici delle potenze marinare che si affrontarono al largo delle acque di Alalìa. E’ il Mare ad aver disegnato le quinte dello scenario ove l’intera vicenda storica rappresentata ha trovato origine e compimento, ed è ancora il Mare, che i curatori dell’Evento intendono celebrare attraverso la scelta di un oggetto-simbolo, cronologicamente assai prossimo alla battaglia, destinato ad assurgere a “logo” scenico e tangibile dell’Esposizione.

Un pezzo unico, straordinario, rappresentato dal dinos attico della Collezione Castellani (esposto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma), cui sarà affidato il compito di veicolare il significato, e con esso le finalità, dell’intero progetto scientifico ed espositivo. In esso, nella porzione del fregio conservata sull’orlo circolare del vaso, che la firma del ceramografo ivi apposta assegna in maniera inequivocabile alla mano celeberrima di Exechias, trova infatti piena espressione figurata l’incedere, sulla superficie ondulata del mare, di quelle pentecontère (navi da guerra con 50 rematori) ove sono riposti speranze e destino delle maggiori potenze navali del Mediterraneo.

La Mostra “Alalia, la battaglia che ha cambiato la storia” è stata presentata in anteprima venerdì 22 febbraio presso il Salone internazionale di archeologia e turismo culturale TourismA, organizzato a Firenze nel Palazzo dei Congressi, nel corso del Seminario dedicato al tema dell’esposizione, cui il direttore Piero Pruneti - che modererà i saluti introduttivi nel giorno inaugurale della Mostra - ha inteso riservare un posto d’onore, in virtù dell’importanza dell’argomento e dell’inusuale rilievo dell’evento. All’incontro, accanto ai principali studiosi italiani “portatori” delle novità che caratterizzano il tema della Mostra, hanno preso parte i rappresentanti del Programma collettivo di ricerca e della Collettività di Corsica, che per la prima volta ha partecipato con uno stand - divenuto vetrina della sua politica patrimoniale e culturale – a quella che negli ultimi anni detiene il titolo di principale Manifestazione italiana di divulgazione della Cultura.