Seggiano: Arrivando a Seggiano, nella piazza della Fonte si trova la statua di Giano bifronte, regalo del grande maestro Daniel Spoerri, molto apprezzato dai Seggianesi che hanno trasformato lo spazio in un piacevole salotto.

La statua rappresenta Giano, il piu' importante dio della mitologia romana, dio appunto preposto alle porte (ianuae) e proprio qui, alle porte del paese e' posta la statua. Nella mitologia romana Giano e' sempre rappresentato con due teste perche' potesse vedere davanti e dietro, il passato ed il futuro e per questo veniva invocato ad ogni cambiamento.

E da Giano deriverebbe il nome Seggiano "Sedes-Iani" in quella stessa guisa che puo' essere avvenuto di Montegiovi : Mons-Iovis (da Padre Alessandro da Seggiano, Op. Cit.). In effetti questa etimologia non e' sicura. Sui primi documenti del 850 d.C. si parla del Castello di Segiano o Sergiano e si potrebbe ipotizzare come proprieta' della "gens-sergia" analogamente a Semproniano (da gens-sempronia).

Queste disquisizioni etimologiche non hanno oggi alcuna importanza. E' invece simbolicamente significativo il richiamo ad una importante divinita' antica in una zona da sempre vocata alla sacralita' e religiosita'. Il Monte Amiata era il monte sacro prima per gli etruschi e poi per i romani. Nel tempo sono sorti vari centri di spiccata impronta religiosa come l' abbazia longobarda di San Salvatore, il convento del Colombaio dove fece il noviziato San Bernardino, la grotta di San Filippo vicino a Campiglia, la comunita' di Davide Lazzeretti sul Monte Labro, fino alla attuale comunita' di Merigar. La nostra zona ha sempre ispirato una forte spiritualita' che nasce dal paesaggio, dai panorami, dalla natura, dalla presenza immanente ed austera della montagna che sovrasta ogni cosa. E la croce sulla vetta ne costituisce un altro potentissimo simbolo.