Massa Marittima, panorama.jpgCon "Segno", questa mostra particolare, è possibile entrare nel cuore creativo di un nativo digitale che riesce a utilizzare con grande naturalezza e competenza diversi linguaggi contemporaneamente.

Massa Marittima: Oltre agli accurati disegni preparatori l’autore presenta un’istallazione multimediale di sicuro impatto, che coinvolgerà il pubblico da molti punti di vista.

La mostra rimane aperta a Massa Marittima, in Via Goldoni 18, dal 5 al 18 gennaio con orario 16.00/19.00. Inaugura sabato 5 gennaio alle ore 18.00.

SEGNO, un titolo breve e sintetico per una mostra che comprende in sé molti elementi, tra loro in stretta connessione. Il giovane autore Alessandro Bicci, con una chiara intenzione compositiva, mette insieme le due anime che lo caratterizzano e che esprimono la sua forte personalità: l’artista che dipinge e il designer che progetta.

Lo sguardo potrà infatti passare dai disegni preparatori fino al punto focale della mostra, un’istallazione plurisensoriale dove il disegno interagisce con movimento, colore e suono… ed è così che il proposito di Bicci si realizza in pieno: superare la visione passiva dello spettatore per coinvolgerlo, per farlo partecipe dell’opera.

Interessante sentire direttamente da lui il percorso creativo che lo distingue.

Che cosa significa per te progettare come designer?

Creare un oggetto di design vuol dire rendere bello ciò che è utile. Secondo alcuni vuol dire solamente prendere un buon oggetto e "mettergli un bel vestito"...sarebbe come dire a Michelangelo che il suo David non è altro che un bel pezzo di marmo. 

I segni che creano l'oggetto sono guidati dall'ispirazione e dalla volontà di donargli un'anima. Ogni singolo tratto di matita è pura genesi, questa per me è "la bellezza".

Come è nata questa mostra?

Ho preso un segno tracciato su un foglio, uno di quegli scarabocchi che distratti facciamo sui foglietti quando siamo al telefono, e l'ho reso unico protagonista animandolo attraverso la luce e la musica. Il suono del violino usa infatti la luce come pennello per disegnare nello spazio fisico. Nasce Segno.

Come vedi il futuro del tuo lavoro?

La mia più grande aspirazione è di permettere alle opere che realizzo di far parte della vita delle persone in modo attivo. Voglio che la mia arte sia "un'esperienza da fare" e non solo un quadro da guardare. Le conoscenze apprese con il lavoro di designer hanno cambiato profondamente il mio concetto di strumento: ogni nuova tecnologia che si affaccia può servire alla mia arte, non vedo differenza tra una tempera, un olio e un led.

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