Montemerano: Sabato 13 novembre alle 18:00 presso la Biblioteca Comunale di Storia dell'arte di Montemerano, l'Accademia del Libro invita ad un incontro con Stefanella Ughi e Marilena Pasquali sui film che il cinema ha dedicato a Toulouse Lutrec, Renoir e Van Gogh, dei quali verranno proiettati alcuni brani ma, anche, più in generale su come il cinema si è occupato fin dai suoi esordi delle vite dei maggiori artisti.

Il cinema si è da sempre interessato alla vita degli artisti, mettendone in luce soprattutto gli aspetti drammatici e gli esiti spesso fatali e dedicando particolare attenzione alle figure che meglio si prestano – per le loro vicende biografiche – a tale spettacolarizzazione (Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh…) .
Indagando la personalità e la storia di grandi artisti, alcuni registi – altrettanto grandi - hanno creato veri capolavori (basta pensare al film Andrej Rublëv, diretto nel 1966 da Andrej Tarkovskij), altri hanno prodotto pellicole valide e interessanti (Caravaggio di Derek Jarman-1986; Pollock di Ed Harris-2000; Turner di Mike Leigh-2014). Ma, in linea di massima, i risultati filmici non sono all’altezza delle figure cui intendono dare un volto e una voce proprio per la ricerca sempre più esasperata di “effetti” spettacolari, spesso a discapito della qualità complessiva delle pellicole.

Nel presentare brani di tre film dedicati a tre giganti della pittura europea di fine Ottocento – Toulouse Lautrec, Renoir e Van Gogh – la conversazione di Stefanella Ughi tenderà a mettere in luce gli aspetti positivi e negativi della pratica del “biopic” (biographical picture) applicata al mondo dell’arte, sottolineando come negli ultimi anni si registri in tale settore un’accentuazione degli aspetti di più immediata presa su un pubblico generico che si avvicina all’arte come a uno spettacolo di immediato consumo.
Seguirà un intervento di Marilena Pasquali accompagnato da immagini e incentrato non  tanto sulle figure dei tre maestri, troppo grandi per essere riassunti in poche parole, quanto sul modo in cui la loro arte viene portata al grande pubblico con un’azione divulgativa – mostre, pubblicazioni, documentari, etc. – che troppo spesso rivela la stessa approssimazione di tanti “biopic” cinematografici.