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untitled.pngNella sala 1° Maggio Studenti e insegnanti hanno discusso di Auschwitz, arte come resistenza e memoria. Russo (Flc Cgil): «percorso educativo cui hanno partecipato sette classi del Rosmini»

Grosseto: Curiosità per la storia, passione civile e riflessioni sulla memoria dell’arte come resistenza. È stata davvero partecipato da tanti studenti l’incontro “L’arte di resistere: favole e disegni da Auschwitz”, promosso dall’associazione professionale “Proteo Fare Sapere” in collaborazione con il Polo Bianciardi e la Flc Cgil. Incontro svoltosi stamani nella sala 1° Maggio, messa a disposizione dalla Cgil per ovviare all’improvvisa chiusura della scuola a causa del maltempo.

Nell’occasione sono state presentate due preziose pubblicazioni dal titolo “Favole da Auschwitz” e “Disegni da Auschwitz”, curate da Jadwiga Pinderska-Lech, responsabile editoriale dell’Auschwitz-Birkenau State Museum, presente all’iniziativa insieme al professor Simone Duranti della Scuola normale superiore di Pisa e alla professoressa Elena Vellati dell’Isgrec (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea).

«Questa mattina (giovedì 1° marzo - Ndr) di confronto – spiega Cristoforo Russo, segretario della Flc Cgil – arriva a conclusione di un bellissimo percorso di studio e approfondimento fatto da sette classi dell’Istituto comprensivo Rosmini e due della primaria di via Mazzini, che insieme ai loro insegnanti hanno lavorato con una passione encomiabile. Un ringraziamento speciale, oltre che ai relatori, va alla signora Barbara Benigni per l’organizzazione e alla Camera del lavoro di Grosseto, che ha sostenuto in ogni modo il progetto». Nel pomeriggio l’iniziativa è stata poi replicata a Pitigliano, anche grazie all’interessamento dell’associazione culturale “La Piccola Gerusalemme” e dell’assessore comune all’istruzione Irene Lauretti.

La resistenza e la memoria saranno i cardini di riflessione sui quali si è sviluppata la tematica ispirata ai due testi. Il primo è un libro è nato dal coraggio di 27 prigionieri che hanno trascritto, pitturato e rilegato storie da poter consegnare ai loro figli fuori dal lager. Il secondo, invece, si può definire un’opera eccezionale che testimonia il bisogno di “gridare” una documentazione, assolutamente vietata, di ciò che accadeva di indescrivibile nel campo di concentramento. I disegni rappresentano in larga parte i crimini che vi venivano perpetrati, lo sterminio degli ebrei deportati ad Auschwitz e l’eliminazione dei prigionieri malati e allo stremo delle forze con riferimenti anche alla vita quotidiana dei prigionieri: l’appello, il lavoro, i pasti, e perfino il gioco a carte.

Categoria: CULTURA & SPETTACOLO
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