20211113_140858.jpgIl più famoso della Maremma e rinnova l'appello alla memoria marittima

Non si vedrà più davanti al lungomare Giugiaro o nello stadio delle Meraviglie per il Palio Marinaro del 15 agosto a Porto Santo Stefano, una delle barche più fotografate e ammirate da locali e forestieri, il “guzzo Sampdoria”, lungo 4,80 metri e largo 1,75 metri, costruito dal Cantiere Fratelli Mileo nel 1964 e dopo tre diversi proprietari comprato nel 1999 da Rinaldo Di Fraia che negli anni di possesso lo ha reso un piccolo veliero, prima con un solo albero, poi due e infine con tre e bompresso con rispettiva delfiniera e rete per il suo perimetro, con gran pavese sempre a festa e altri vessilli in base alle manifestazioni, dove partecipata come grande “protagonista scenico”.

Artemare Club con il comandante Daniele Busetto rivolgono un “saluto alla voce” alla partenza dall’Argentario di questa barca storica, donata dal suo proprietario a un appassionato di Tuscania e pertanto solcherà d'ora in poi le acque di Marina di Montalto. Un pezzo di storia di mare argentarina che va via, una natante speciale sempre presente nelle edizioni ferragostane del Palio Marinaro dell’Argentario e documentato nella mostra intitolata “Palio, storia e passione” allestita nel periodo estivo, in questi ultimi due anni di assenza della importante manifestazione per l’emergenza sanitaria legata al Covid, nei locali della Fortezza Spagnola dall'Ente Palio e da Alessandra Chiocca delegata del Comune per l’evento remiero.

guzzo sampdoria.jpgIl popolare guzzo che non ci sarà più a Porto Santo Stefano dà lo spunto ad Artemare Club di rinnovare l’appello, diffuso da anni con mostre, conferenze e articoli in tema, a mantenere la memoria marittima che specie quella navale è trascurata nel nostro Paese, a differenza di altre Nazioni che non hanno come noi 2.800 anni di storia continuativa sul mare, rammentando che Garibaldi e i Mille potevano essere ricordati preservando i piroscafi Piemonte e Lombardo, come proposto dall’Eroe dei due mondi con una sua lettera a Cavour, che il panfilo Elettra di Guglielmo Marconi dopo essere stato recuperato dall’affondamento e anni di disarmo è stato fatto a pezzi e non è mai diventato un museo ammirato da tutto il mondo per l’importanza internazionale del nostro concittadino, premio Nobel della “comunicazione” tanto necessaria ai giorni nostri e che di recente anche l’ammiraglia della Marina Militare Italiana, l’incrociatore lanciamissili portaelicotteri Vittorio Veneto, dopo l’illusione più che decennale di farlo diventare luogo museale è finito in disarmo in Turchia. E l'Italia è il Mare!

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