Per il 63% dei grossetani il disordine in casa è la principale causa di litigi. Ma niente paura, con il dialogo si risolve tutto. E con l’avvicinarsi delle feste natalizie, occhio agli ospiti indesiderati.

Due cuori e una capanna? Sì, purché sia ordinata. La casa è, da sempre, uno dei beni più preziosi per gli italiani, da difendere da ogni attacco o pericolo: ladri e incidenti domestici possono causare danni materiali, che si possono prevenire grazie a polizze assicurative o sistemi di sicurezza,

ma secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni (1), la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, anche il tubetto del dentifricio lasciato aperto, le luci accese in tutte le stanze, piccoli lavori domestici lasciati a metà o fatti male, o semplicemente il disordine, possono provocare conseguenze: mettono a dura prova infatti le convivenze tra le famiglie. Anche a Grosseto.

Se il caos è la causa scatenante per il 63% degli intervistati della città toscana, tra le mura domestiche si litiga anche per i piccoli gesti di tutti i giorni o perché si hanno visioni differenti sulla gestione della casa (57%) che presuppongano una decisione comune: si può discutere sui gestori da scegliere ma anche su come affrontare eventuali danni che possano danneggiare il proprio nido d’amore. Attenzione anche alle faccende domestiche: chi non collabora ha il 30% di probabilità di concludere la giornata con un litigio. Il 34% non tollera la violazione della propria privacy e reclama i suoi spazi personali, mentre, per il 23% dei grossetani, rumori e musiche ad alto volume sono la principale fonte di discussione.

Ci sono modi per ovviare a questi disagi e risolvere i problemi senza incorrere in spiacevoli conseguenze? Per il 62% degli intervistati sì, e la chiave per la riappacificazione è il dialogo. C’è chi cerca un compromesso (43%) e chi, molto saggiamente, accetta il rimprovero e cerca di migliorare (24%). Ci sono poi i più romantici, che cercano di addolcire la propria metà compiendo gesti gentili (27%). Fortunatamente, solo l’1% rientra nella categoria dei pessimisti cronici, di quelli che pensano che i rapporti non si risolvono mai pienamente.

Secondo la ricerca, la convivenza può essere messa a dura prova anche a causa dei rapporti con altri familiari, e non solamente con la suocera, come si potrebbe immaginare. Il 39% dei grossetani, infatti, ha ammesso di non essere disposto a convivere con altre persone della propria famiglia, senza fare distinzione tra genitori, fratelli o, appunto, suoceri. Alcuni temono di perdere la propria privacy, per altri potrebbero rappresentare solo un peso, c’è chi sostiene che sarebbero solo fonte di litigio e, addirittura, c’è chi ha dichiarato che più lontano sono e meglio è. In ogni caso, il 22% sarebbe disposto ad ospitarli solo in casi di estrema necessità e, specialmente, solo per brevi periodi (17%), legati più che altro a difficoltà economiche o a problemi di salute.

E se parenti e amici abitassero lontano e volessero fare una bella sorpresa, magari in occasione delle feste natalizie? Anche in questo caso, i grossetani non avrebbero dubbi. Dai risultati della ricerca i grossetani non fanno distinzione tra parenti e amici: il 32% li ospiterebbe volentieri, ma solo per pochi giorni, mentre il 26% sarebbe ben contento di invitarli a pranzo o cena, a patto che a dormire vadano in albergo. Un altro 33%, infine, dichiara di essere disposto ad ospitare i parenti per tutto il tempo necessario, dimostrando di rimanere legato alla tradizione.

“In casa trascorriamo mediamente più della metà della nostra vita   - commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – è importante che all’interno delle quattro mura ci si senta sereni e sicuri. Per rendere sicura la propria abitazione, oltre a installare un impianto d'allarme, è opportuno scegliere una buona copertura assicurativa. In particolare durante le festività, in cui si esce di meno e si ricevono ospiti, è importante non sottovalutare il rischio di incidenti domestici. È dunque consigliabile prendere in considerazione una tutela anche sotto questo punto di vista”.    

(1. Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.)