spotify.jpgLa musica è la colonna sonora della nostra vita: definisce un momento particolare che stiamo vivendo, un’emozione o un ricordo. È così da sempre, ma negli ultimi anni il modo di vivere la musica è stato letteralmente rivoluzionato. Artefice di questo cambiamento è un’azienda svedese, che risponde al nome di Spotify.

La rivoluzione della musica per tutti
A partire dal 2008 Spotify ha lanciato infatti lo streaming on demand dei brani musicali distribuiti dalle principali etichette discografiche, come Sony, EMI, Warner e Universal. Lo streaming musicale consente di accedere in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo ad un catalogo costituito da milioni di brani, che possono essere ascoltati indifferentemente sul computer, sullo smartphone o tablet oppure ancora su smart tv e in auto. Inoltre, non è più necessario nemmeno acquistare il CD o il disco.
La novità stravolge il modo di usufruire della musica: infatti per la prima volta è possibile accedere legalmente alla musica in modo gratuito, accettando delle interruzioni pubblicitarie. Se invece non si desidera alcuna inserzione, basta pagare un abbonamento (a prezzo comunque ridotto) per avere libero accesso a milioni di brani, divisi in categorie come genere, artista, etichetta o playlist.

Dallo streaming alla quotazione a Wall Street
Il mercato dello streaming è in costante crescita e, a coronamento della propria espansione, nel 2018 Spotify ha anche annunciato lo sbarco a Wall Street. La quotazione nell’NYSE, avvenuta ai primi di aprile, ha raccolto quasi 30 miliardi di capitalizzazione, più di simboli dell’economia digitale come Twitter o Snapchat. Si tratta della terza maggiore quotazione hi-tech in assoluto per la borsa di New York, dopo Alibaba (233 miliardi di dollari nel 2014) e Facebook (81 miliardi nel 2012).
Oggi, quindi, lo streaming musicale non è solo un ottimo strumento per ascoltare musica, ma anche un modo per investire. Senza andare a scomodare strumenti di analisi tecnica complessa come i rintracciamenti di Fibonacci, possiamo valutare Spotify principalmente dai numeri che saputo ottenere in questi anni. Infatti, nel 2015 ha raggiunto 75 milioni di utenti e nel 2016 ben 40 milioni di utenti paganti, diventati 71 milioni nel 2018. I ricavi si sono attestati sui 5 miliardi di dollari, sebbene le perdine ammontino ancora ad un miliardo di dollari.

Non solo Spotify
Dopo Spotify, diverse altre grandi aziende hanno fin da subito iniziato a proporre servizi simili, servizi come Apple Music, Deezer, Google Play Music e Rdio. Il mercato dello streaming musicale, infatti, è in forte crescita da anni ed ha toccato un aumento addirittura del 60,4% nel 2016. Insomma, una ghiotta opportunità, non solo per Spotify. Il colosso svedese si è dimostrato comunque il leader mondiale incontrastato in questo promettente settore.
In questo 2018, Spotify non è l’unica grande compagnia tecnologica a sbarcare sul mercato azionario: infatti, anche il colosso del cloud Dropbox ha annunciato il suo ingresso nella borsa di New York, rendendo ancora di più la tecnologia un’opportunità per investire.
Insomma, la musica è cambiata. Le aziende del tech come Spotify possono essere usate anche per far fruttare i propri soldi. E le possibilità di questo tipo saranno sempre di più, dal momento che potrebbero sbarcare a Wall Street anche aziende come Xiaomi, Fanatics e DocuSign.

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