MATURI CHELLI.jpegGrosseto: Tre 100 e la gran parte dei voti sopra il 90. E’ l’esito brillante degli esami di maturità che si sono conclusi pochi giorni fa al liceo paritario Chelli di Grosseto.

Ad uscire con il massimo dei voti sono stati Antonino Catalfamo, Beatrice Lorenzoni e Matilde Giorgi. Ma non minore soddisfazione è arrivata dalla gran parte degli studenti che hanno completato il loro ciclo di istruzione superiore con un esito estremamente lusinghiero.

“E’ stato un anno scolastico duro per tutti – commenta la presidente Paola Biondo – ma dal quale siamo usciti rafforzati e ulteriormente consapevoli della forza di questa istituzione scolastica, che ha non solo resistito ai mesi duri dell’emergenza covid, ma da questa situazione ha saputo tirar fuori il meglio, tante energie diverse e competenze inattese.

Siamo orgogliosi – continua – dei risultati dei nostri studenti alla maturità, ma siamo orgogliosi anche dell’andamento generale di tutti i ragazzi del liceo e anche dei più piccoli della scuola media Madonna delle Grazie che fa parte della Fondazione Chelli, perché tutti hanno saputo tirar fuori grinta, determinazione, impegno. La didattica a distanza, che non può essere la normalità, ci ha tuttavia trovati subito pronti, non a caso non abbiamo perso neppure un giorno da quando il Governo ha disposto l’interruzione della didattica in presenza.

Abbiamo agito con velocità, sapendo che dovevamo riposizionare le coordinate dell’insegnamento e dell’apprendimento e il punto di incontro – sia per l’organizzazione che per la gestione d’insieme – poteva essere solo la creatività. Creatività organizzativa e didattica, frutto della professionalità e dell’umanità dei nostri docenti, che sono veramente il fulcro di tutto. Anche perché "scuola chiusa" fa pensare che cos’è effettivamente una scuola: non solo un luogo fisico. Così come fare scuola non è solo quello che c’è tra la prima campanella d’entrata e l’ultima di uscita, con annesso il lavoro a casa di docenti e ragazzi. Aggiungo: abbiamo risposto con le sole nostre forze. Le forze dei nostri dispositivi da casa; le forze delle risorse umane che abbiamo.

Essere scuola paritaria vuol dire essere lottatori, come sempre lo siamo stati. Ai ragazzi che hanno concluso il ciclo di studi e che si avviano a intraprendere l’avventura universitaria – conclude la preside Biondo – auguro di fare tesoro di quel che hanno appreso al Chelli, ovvero a mettersi in gioco, a usare i talenti, perché possano pensare al futuro, usando ciò che sanno fare e ampliando le competenze che ne generano altre, preoccupandosi sempre di avere anche un piano b. È il nostro modo di educare i ragazzi alla duttilità, alla resilienza, alla capacità di risolvere i problemi e di affrontare la complessità di questa epoca storica in modo competente”.