confconsumatori-5.JPGUn consumatore, senza saperlo, si è ritrovato titolare di una SIM sconosciuta a caro prezzo. Grazie a Confconsumatori sarà risarcito.

Grosseto: Un consumatore di Grosseto aveva stipulato un contratto telefonico da 20 euro al mese, ma la compagnia ne prelevava il quadruplo, arrivando così ad addebitare la somma di mille euro l’anno.

Rivoltosi a Confconsumatori, l’utente ha avviato la procedura di conciliazione paritetica e, non avendo ottenuto soddisfazione, si è trovato quindi costretto a rivolgersi al Giudice di Pace che ha riconosciuto il risarcimento da parte del gestore.

La controversia risale a qualche anno fa, quando un consumatore di Grosseto aveva stipulato un contratto per l’utenza mobile con una società telefonica che prevedeva una tariffa mensile flat di 20 euro, con addebito sul conto corrente.

Dopo alcuni anni il grossetano si è reso conto che dal conto corrente erano stati illegittimamente prelevati circa 1.000 euro a fronte dei 240 euro annui concordati.

Il consumatore, dopo vari tentativi con il gestore, si è rivolto allo sportello Confconsumatori di Grosseto per chiedere la restituzione delle somme indebitamente prelevate dall’operatore telefonico. Dopo avere inutilmente proposto diversi reclami a cui la società telefonica non rispondeva, non giustificando così gli addebiti sul conto dell’utente, Confconsumatori, tramite i propri consulenti legali, aveva quindi avviato la procedura di conciliazione paritetica, durate la quale il gestore aveva giustificato gli addebiti dichiarando l’esistenza di un’ulteriore sim mobile che per anni sarebbe rimasta inutilizzata e non pagata e poi, per non si sa quale motivazione, addebitata sul conto dell’utente.

A questo punto il consumatore, sempre assistito dall’associazione, ha intrapreso nel 2019 la causa dinanzi al Giudice di Pace di Grosseto, terminata pochi mesi dopo, ovvero il 23 marzo 2020 con parere favorevole per l’utente: con la sentenza 180/2020 il Giudice di Pace ha condannato la società alla restituzione di circa 750 euro prelevati senza causa e senza che la stessa sia riuscita a documentarne la ragione.

«Il principio dunque che i consumatori devono trarre - afferma Marco Festelli, Vicepresidente nazionale di Confconsumatori - è quello di verificare puntualmente il loro conto corrente e gli addebiti dei rid autorizzati. Occorre anche che i consumatori sappiano che possono recuperare le somme addebitate qualora l’addebito sia difforme al prezzo fissato nel contratto».

Ricordiamo che tutte le sedi di Confconsumatori sono pienamente operative online. Nel raccomandare a tutti di stare a casa, l’associazione ricorda che i contatti delle sedi territoriali sono disponibili a questo link: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/