Grosseto: "Legalità, ci piace" è stato il tema dell'evento organizzata da Confcommercio Grosseto che si è svolto nell'Auditorium della Questura di Grosseto. Alle parole del presidente provinciale del sindacato Fipe Danilo Ceccarelli replica per Home Restaurant l'imprenditore Gaetano Campolo, che contesta la dichiarazione di Ceccarelli: “L’illegalità, sempre secondo le stime della Confcommercio, costa alle imprese italiane del commercio e dei pubblici esercizi una perdita di
oltre 30 miliardi di fatturato all’anno.

L’illegalità mette a rischio ben 197 mila posti di lavoro regolari. Di contro, la stima del fatturato delle attività abusive di ristorazione ammonta a 6,6 miliardi di euro – sostiene Ceccarelli – pari al 10% del fatturato complessivo dei servizi di ristorazione. Parliamo della ristorazione effettuata in occasione delle sagre e delle feste di partito, dei falsi circoli privati, che siano culturali o sportivi, dei falsi agriturismi, e cioè dove si effettua la ristorazione, ma in regime di detassazione. Sono fronti sui quali lavoriamo da anni, anche in provincia, dove dei risultati, almeno in alcuni Comuni, sono stati ottenuti. E vigiliamo anche sui nuovi fenomeni, come gli home restaurant. Anche in questo caso, chiediamo una sola condizione: ‘stesso mercato, stesse regole’”.

E' doveroso sottolineare  - afferma Gaetano Campolo - come l'attività di Home Restaurant non sia ne un'attività illegale ne un'attività concorrente alla ristorazione classica, a differenza di come i rappresentanti delle associazioni di categoria - Fipe e Confcommercio - continuano ad affermare senza alcun fondamento. Infatti il settore Home Restaurant trova il suo indirizzo nel parere espresso dal Ministero dell’Interno il 1 febbraio 2019.

Il parere del Ministero dell’Interno inquadra gli Home Restaurant come attività svolte in modo occasionale ed episodico rivolte ad un pubblico distinto, e perciò non assoggettati alla normativa sulla ristorazione classica. L’attività di Home Restaurant nasce come espressione del Social Eating, settore di mercato all’interno della Sharing Economy, Industria 4.0. Avviare un Home Restaurant non è altro che preparare pranzi, cene, o altri tipi di eventi culinari a pagamento presso proprio domicilio, con persone sconosciute ed incontrate tramite una piattaforma software online come quella di Home
Restaurant Hotel.

I rappresentanti della Fipe, sostenendo che le realtà degli Home Restaurant siano in concorrenza sleale, si pongono in diretto contrasto con quanto espresso chiaramente dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed i Mercati e dall’Unione Europea.
Nello specifico, si intende rinnovare quanto già espresso dall’Antitrust con bollettino del 30 Marzo 2017 con cui ha inteso
recepire l’Agenda Europea 2014 e 2016, affermando definitivamente che il settore Home Restaurant non è in concorrenza sleale con la ristorazione classica.

In conclusione, Gaetano Campolo precisa che "le parole di Ceccarelli sono ad uso esclusivo per personale interesse politico, utilizzando una carica lobbistica per colpire nuove azioni di turismo sostenibile come gli Home Restaurant ed il settore Extra-Albelghiero. Inoltre ci stupisce alquanto la sceltainfelice di esternalizzare certi pensieri infondati sul comparto Home Restaurant proprio all'interno di una questura, visto e considerato che le questure sono destinatarie di apposita segnalazione propedeutica all'avvio di una attività di Home Restaurant ex ART. 16 TULPS"

I B&B e gli Home Restaurant sono fondamentali alternative alle classiche strutture ricettive sia nei centri storici ma ancor di più nei numerosissimi piccoli borghi spesso sprovvisti dei classici esercizi di ricezione turistica. Infatti i piccoli centri, grazie
all’economia della condivisione, si sono potuti aprire al terzo settore.

L'Home Restaurant rappresenta un modo completamente diverso di vivere l'enogastronomia rispetto a quello dei classici pubblici esercizi del settore Horeca, che offrono difatti servizi differenti e non concorrenti.