Un duro colpo a chi è stato eletto ad amministrare il comune di Castiglione della Pescaia, peccato che poi a pagare siano i cittadini.

Castiglione della Pescaia: "L’ostinazione del Sindaco e della Giunta di Castiglione della Pescaia - si legge nella nota dell'Associazione ANCC Coordinamento Camperisti a firma di Pier Luigi Ciolli - è costata ai cittadini un migliaio di euro: risorse che potevano essere destinate a beneficio della cittadinanza ma che invece vengono sottratte ai castiglionesi.

Impedire e limitare la circolazione e sosta alle sole autocaravan è illegittimo infatti, ieri, alle diffide ministeriali e alla rimozione delle sbarre in varie zone del territorio si è aggiunta una sentenza che infligge un duro colpo al Comune di Castiglione della Pescaia il quale, oltre a vedersi annullata la sanzione comminata per sosta di autocaravan in parcheggio riservato alle autovetture, è stato condannato alle spese legali perché non doveva intervenire in un giudizio nel quale non era parte in causa. Infatti, l’irregolare costituzione della Prefettura e l’inammissibile intervento del Comune, come preliminarmente dichiarato nella sentenza del Tribunale di Grosseto, in totale adesione alla tesi dell’Avv. Marcello Viganò, ha evidenziato che il Sindaco e il Prefetto devono cambiare i consulenti legali che hanno perso inutilmente tempo e denaro per predisporre i documenti e presenziare in tribunale.

Con sentenza n. 795 del 16 ottobre 2019 il Tribunale di Grosseto ha accolto l’appello proposto dall’Avv. Marcello Viganò annullando la sentenza di primo grado e l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto di Grosseto con condanna della Prefettura alle spese legali di primo grado oltre alla condanna del Comune di Castiglione della Pescaia in solido con la Prefettura alle spese di lite secondo grado.

Nel merito, il Tribunale ha giudicato illegittima la riserva di sosta alle autovetture per contrasto con l’art. 7 e con l’art. 185 c.d.s. in quanto discriminatoria nei confronti delle autocaravan. Il Giudice dell’appello ha evidenziato che la scelta dell’amministrazione non appariva preceduta da alcuna istruttoria né tanto meno sorretta da alcuna motivazione. Il Tribunale ha infine precisato che la scelta dell’ente locale, nell’eludere le disposizioni ministeriali, si esponeva al sospetto che attraverso il provvedimento di regolamentazione del traffico l’amministrazione abbia inteso realizzare obiettivi estranei alla circolazione stradale. Un vero e proprio monito per tutte quelle amministrazioni locali che limitano illegittimamente la sosta alle autocaravan".