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Olga Ciaramella.jpgGrosseto: “La mozione portata nella seduta del Consiglio Comunale del 7 ottobre dal Consigliere del gruppo Mascagni Sindaco Carlo De Martis, - dice  Olga Ciaramella Consigliere comunale Lista Vivarelli Colonna Sindaco e Consigliere provinciale delegato alla Pari Opportunità - ha avuto il merito di accendere i riflettori sui temi LGBT.  

E qui il suo merito si ferma. Mi chiedo se davvero De Martis creda che l’adesione del Comune di Grosseto alla rete RE.A.D.Y sia lo strumento che manca per migliorare la lotta alla discriminazione sessuale o se invece non sia solo uno spot politico per mettersi in mostra. Perché in discussione non ci sono i diritti sacrosanti e intoccabili del mondo LGBT, ma la proposta politica di far aderire il Comune ad una rete.

E affinché tale sottoscrizione non fosse solo una adesione di facciata, la creazione di una struttura organizzativa per poter applicare la Carta di intenti che invito a leggere.

“RE.A.DY, - commenta Ciaramella -  nasce con “l’intento di combattere i pregiudizi diffusi e ancora persistenti nell’ambito della sfera sessuale e per facilitare l’inclusione sociale delle persone omosessuali in ambito anche lavorativo”.

Mi è sembrato naturale ricordare al Consiglio che questi principi sono gli stessi del Comitato unico di garanzia, creato da questa amministrazione nel settembre del 2016, e della Commissione Comunale e Provinciale per la parità e Pari Opportunità. Tali organi nascono proprio con l’intento di creare progetti di contrasto alla discriminazione e prevenzione al razzismo, all’omofobia, oltre che combattere gli stereotipi di genere, uomo-donna. Tutti e tre hanno una organizzazione strutturata e possono essere organi consultivi e propositivi dell’amministrazione e fucina di eventi antidiscriminatori dovuti a motivi di razza, età, religione, orientamento sessuale.

De Martis accusa il Comune di “aver perso un’occasione per dare un segnale concreto alla quotidiana lotta del mondo LGBT per le pari opportunità”. L’occasione persa è, invece, quella delle consigliere comunali di minoranza che mai hanno partecipato alle riunioni della Commissione comunale delle Pari opportunità, con l’unica eccezione della consigliera Scoccati. Trovo quindi inutile e fazioso proporre all’Amministrazione comunale l’adesione ad una rete, quando questa ha già al suo interno gli strumenti di garanzia disertati da quelle stesse consigliere, che oggi in Consiglio, chiedono a gran voce l’adesione al nuovo organismo con il quale presumibilmente, visti i precedenti, non collaboreranno mai.

Per quanto poi la possibilità di accedere a finanziamenti, regionali mi chiedo perché la Regione Toscana finanzi solo quei comuni che aderiscono alla rete RE.A.DY. Questo è un atto discriminante perché penalizza tutti gli altri Comuni che, pur lavorando sullo stesso tema, non lo vedono riconosciuto a livello economico con il risultato, infine, che le Commissioni non hanno risorse economiche proprie. Rimando poi al mittente l’accusa di essere “disinformata, portatrice di stereotipi, alimentatrice di una certa subcultura” e tanti altri commenti negativi che si leggono a compendio del suo post su Fb.

Per me parla il mio impegno nella vita privata ed i miei interventi pubblici: ho sempre sostenuto la cultura e il rispetto della dignità della persona in qualsiasi ambito. Per questi motivi, e ritenendo che il Comune di Grosseto abbia al suo interno gli strumenti necessari per combattere ogni tipo di discriminazione ma anche con la consapevolezza che il lavoro da fare sia ancora tanto, non ho ritenuto necessario, in questo momento, l’adesione alla rete. Invito, altresì, tutti coloro che possono rendersi utili, alla partecipazione attiva facendosi portavoce di idee e progetti”, così conclude Olga Ciaramella.

Categoria: ATTUALITÀ
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