Grosseto: È stato intitolato a Pino Arpioni il parco giochi di via del Turchese, nella zona di Verde Maremma. La cerimonia è avvenuta oggi alla presenza di Antofrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, del vescovo Rodolfo Cetoloni, dell'assessore alla Toponomastica del Comune di Grosseto Giacomo Cerboni, del giornalista Alberto Celata, tra i promotori dell'intitolazione, e di Gabriele Pecchioli, presidente dell'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira.

Pino Arpioni, il fondatore del villaggio La Vela di Castiglione della Pescaia,  fu educatore, collaboratore di Giorgio La Pira e promotore dell'Opera per la Gioventù dedicata a La Pira.

“Aiutare le nuove generazioni a conoscere figure come quella di Arpioni è un importante strumento di crescita civica – commenta il sindaco Vivarelli Colonna -. L’intitolazione di uno spazio dove i bambini trascorrono del tempo per giocare in tutta spensieratezza è un modo utile per far prendere loro confidenza con una figura di educatore del passato più recente. E, peraltro, una scelta che ha anche un ulteriore significato: si tratta del parco giochi che si affaccia, in parte, sulla via Castiglionese, strada che conduce, appunto, verso la località costiera, che ha visto Arpioni protagonista per moltissimi anni di un’opera di straordinario valore sociale, educativo e formativo: i campi estivi, che tutt’ora vanno avanti.”

Arpioni sia per il suo impegno nel villaggio La Vela di Castiglione della Pescaia, sia per il suo legame con Nomadelfia può essere considerato un maremmano adottivo: trascorse, infatti, gli ultimi anni della sua vita nella comunità fondata da don Zeno, dove è deceduto nel 2003. Le sue spoglie riposano nel cimitero della comunità e sulla sua tomba si è soffermato anche papa Francesco nel corso della sua visita, il 10 maggio scorso.

“Ho conosciuto Pino Arpioni soltanto in occasione del Giubileo dei politici, nel 2000, su un pullman affollato di grossetani che andavano ad incontrare Giovanni Paolo II – racconta l’assessore Giacomo Cerboni –. In quella occasione, mi era bastato guardare gli occhi, affezionati ed ammirati, degli adulti che, da ragazzi, ne avevano conosciuto il carisma e l'umana operosità, per cogliere la profondità dell'impegno educativo a cui Arpioni aveva dedicato la vita. Oggi, attraverso questa intitolazione, vogliamo far conoscere ai fanciulli e ai ragazzi la memoria e l'opera di Pino Arpioni”.