Grosseto: "Come Rete delle donne di Grosseto - si legge nella nota -, sentiamo la necessità di esprimerci riguardo ai recenti fatti, nella fattispecie la denuncia di tentato stupro poi ritrattato, che hanno suscitato una rumorosa onda
mediatica nella nostra città.
Le associazioni di donne e il Centro antiviolenza conoscono e si interfacciano quotidianamente con il fenomeno della violenza di genere. Questo ci permette di non basare la nostra informazione relativa a questo fenomeno su singole notizie o su percezioni diffuse.

Sappiamo che la violenza maschile sulle donne in tutte le sue forme, frutto della cultura patriarcale, si nasconde molto bene nelle case e raramente si fa vedere alla luce del sole. Di questo si sa poco, le notizie escono soprattutto a tragedia avvenuta e sembrano suscitare sempre meno rabbia e scalpore, dato che la grande maggioranza dei violenti ha nazionalità italiana e questo rende le notizie inservibili a fini di una campagna elettorale xenofoba.
Il panico morale è una forma di paura collettiva e ingiustificata che sorge quando “una condizione, un evento, una persona o un gruppo di persone è designata come una minaccia ai valori e agli interessi di una società” (S. Cohen)

Riteniamo che, come collettività, dovremmo riflettere sulla responsabilità di un certo tipo di comunicazione rispetto alla creazione di un'insicurezza percepita. A nostro avviso dovremmo discostarci dal sensazionalismo, dalla ricerca di un'istantanea e facile indignazione, e mantenere come priorità la ricerca della verità e l'utilità dell'informazione. Evitiamo il circuito chiuso di notizie scelte che abbiano l'unico fine di un'eterna ricerca di consensi politici. L'immediatezza della
comunicazione garantita dai social troppo spesso si sta trasformando in uno strumento politico. Si cavalcano ondate mediatiche più o meno forzate ricamando discorsi politici di dubbia legittimità, in un'escalation di dichiarazioni esagerate e infondate. Il clima che questo fenomeno ha instaurato in città è un eccessivo senso di insicurezza che sfocia sempre più facilmente nel puro e gretto razzismo e nel securitarismo.

La selezione accurata di notizie “acchiappaclick” falsa la realtà, creando un mondo in cui il nemico scelto è l'immigrato, cercando di strumentalizzare la violenza maschile sulle donne a fini xenofobi.
Questo clima, ormai tragicamente diffuso a livello nazionale, sta trasformando la nostra società, che diventa sempre più sospettosa, schiva, violenta verbalmente e troppo spesso anche fisicamente.
In un tale clima, non ci si stupisce che si sia subito alzata una schiera di forconi dopo l'uscita di una notizia forse, con il senno di poi, parziale e precoce.
Auspichiamo un'assunzione di responsabilità collettiva e individuale. Non trasformiamoci in cavie di un esperimento politico xenofobo. Manteniamo indipendenza di pensiero, civiltà e accoglienza.
Non è accettabile lasciarsi manipolare da chi ci vorrebbe tutt* razzist*, incapaci di scindere la narrazione dalla realtà.
Ricordiamo che subito dopo è uscita un'altra notizia di violenza in un centro massaggi, ma non riscontriamo la stessa rabbia e indignazione della cittadinanza e della politica.

Continueremo a essere presenti nel territorio, mettendoci tutta la nostra volontà, la nostra passione e le nostre competenze. Il nostro ruolo non è quello di comparire o posare da opinioniste, ma di portare avanti pratiche femministe quotidiane per contrastare la violenza e per permetterci di essere noi stesse oltre ogni stereotipo".