euro centesimi.jpgFirenze: Dallo scorso 1 gennaio in Italia non si coniano piu’ monete da 1 e 2 centesimi (1). Per chi paga in contanti i prezzi sono quindi arrotondati per eccesso o per difetto (10,52 diventa 10,50, 10,58 diventa 10,60). Il garante sui prezzi dovra’ sorvegliare su cosa accade. Vedremo.

Intanto. In un Paese come gli Usa sono secoli che i centesimi di dollaro esistono, e nessun problema si e’ mai posto con soluzioni cosi’ drastiche. Perche’ si deve porre da noi? La risposta a questa domanda ci sembra comunque secondaria, come invece secondari non sono gli effetti di questi provvedimenti.

Non crediamo di essere degli estremisti se sosteniamo che tutti i prezzi subiranno di conseguenza un arrotondamento ai 5 centesimi successivi, ma non solo: sara’ un’ottima occasione per ritoccare ulteriormente i prezzi perche’, in un contesto di importi precisi, saranno pochi i dettaglianti che, per esempio, continueranno a tenere prezzi in cui compaiono i 5 centesimi, ovviamente andando verso il rialzo (non abbiamo mai visto un effetto al ribasso…): 10,52 o 10,54 non saranno portati a 10,50 o 10,55 ma a 10,60 (come invece dovrebbe essere solo per 10,58).

Per fare un calcolo, siamo generosi e quindi ipotizziamo solo un aumento medio dello 0,2% (che sarebbe, nelle cifre del nostro esempio, solo per portare10,58 a 10,60). Nel 2016, il livello medio della spesa alimentare per famiglia è pari a 441,50 euro al mese (Istat). Le famiglie italiane sono 25.853.547, quindi la spesa alimentare complessiva 2016 e’ di 11.414.341.000 (11 miliardi, 414 milioni, 341 mila euro) che aumentata dello 0,2%, significa un aumento di circa 23 milioni (22.828.682). Lo Stato, non coniando queste monete, sembra che risparmierebbe 23 milioni di euro all’anno (2). Sarebbe quindi la sessa cifra risparmiata rispetto alla spesa alimentare delle famiglie. E’ ovvio che ci sono anche tante altre spese. Vale la pena non coniare piu’ queste monete? NO!

Quindi, a che serve il tutto? Allo stato dei fatti serve solo a far spendere piu’ soldi ai consumatori.