castel_del_piano.jpgUn paese a fruibilità totale per un turismo “senza barriere”. Incontro lunedì in Comune organizzato da Ascom con il presidente del Fondo per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche

Castel del Piano: Favorire la realizzazione di un’offerta turistica fatta di servizi, strutture, itinerari a “fruibilità totale”.

A questo fine, a Castel del Piano prenderà avvio lunedì prossimo, 15 gennaio, un nuovo progetto, quando in Comune, chiamato dalla Confcommercio di Grosseto, arriverà Giuseppe Trieste, presidente nazionale Fiaba (Fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche) Onlus, per incontrare il sindaco Claudio Franci, il presidente del Centro Commerciale Naturale Alessio Gennari, i rappresentanti sindacali di Confcommercio Grosseto, gli assessori Stefania Colombini e Romelia Pitardi, ed una delegazione degli esercenti.

L’idea nasce da una sensibilità dimostrata proprio dagli imprenditori locali del Centro commerciale naturale del paese, che ha trovato da subito il supporto dell’Ascom. L’associazione ha sviluppato le sue competenze anche attraverso i seminari promossi dagli Ordini degli architetti e dei geometri della provincia di Grosseto.

Non a caso, all’incontro di lunedì parteciperà anche Paola Borracelli, ex presidente proprio del Collegio dei geometri.
Insieme a Giuseppe Trieste, in Municipio si rifletterà sulle azioni necessarie per rendere maggiormente accessibile l’abitato ed il territorio, dalle zone commerciali ai parcheggi, dai percorsi culturali a quelli naturalistici, attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche e tutta una serie di servizi di qualità studiati ad hoc per chi ha delle difficoltà di tipo motorio.

“Crediamo molto nell’idea del Ccn – spiegano da Confcommercio – volta a diffondere la cultura dell’accessibilità e dell’inclusione. Inoltre Castel del Piano potrebbe trovare in questa nuova progettualità, se condivisa, ben strutturata ed ovviamente se realizzata, la sua specificità per rilanciare il turismo, il commercio e far ripartire l’economia. Ed anzi, puntando proprio sull’accessibilità, potrebbe diventare un modello di accoglienza per il Monte Amiata e per la Maremma”.