Grosseto: Questa mattina, presso la sede provinciale di Coldiretti, dopo le varie lamentele registrate in questi ultimi giorni da parte dei soci di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, il presidente degli agriturismi targati Coldiretti, Luca Serafini, ha stigmatizzato, nel corso dei lavori del consiglio provinciale dell’organizzazione, l’aumento della tassa di soggiorno deliberato dall’amministrazione locale. “Più che di un aumento – taglia corto Serafini – si tratta di un vero e proprio raddoppio che è stato letto come un colpo di mano in un periodo non facile per il settore agricolo.

L’imposta di soggiorno, meglio conosciuta come la tassa che viene applicata alle persone che alloggiano nelle strutture ricettive del territorio, compreso quindi gli agriturismi, può rappresentare un modo per ricevere emolumenti da mettere a disposizione della valorizzazione delle strutture e del territorio. In questo caso, però – continua Serafini che negli ultimi giorni si è confrontato con gli operatori che risiedono ed operano a Gavorrano,  rappresenta davvero una beffa”. Si è passati dalla tassa di 1,30 euro per una notte in un albergo a tre stelle a  2,60 euro a testa. Anche per gli agriturismi vale la stessa cosa. Così come le altre strutture ricettive che operano nel comune di Gavorrano. Il massimo è di tre euro per gli alloggi a tre spighe e di quattro euro per le camere a cinque stelle. Un record a livello di tariffa. “Per i richiami alle spighe, spiega ancora Serafini , occorre precisare che sembra si faccia riferimento ad una classificazione superata dall’entrata in vigore della classificazione con i girasoli. Quindi la decisione è stata assunta, anche con riferimenti al di fuori delle norme vigenti. A dire il vero, per i girasoli insiste una proroga sino a giugno del prossimo anno ma di fatto non si può più parlare di spighe come nella delibera del comune.

«Comprendiamo la necessità dei comuni di intervenire per individuare risorse ma pur condividendo  le difficoltà del bilancio comunale crediamo che si poteva da un lato concertare la decisione con gli operatori e dall’altro verificare se insistevano anche altri ambiti su cui operare. - Taglia corto il direttore di Coldiretti Grosseto, Andrea Renna, - non vogliamo fare polemiche ma in questo caso non possiamo non essere d’accordo con i nostri soci e  con gli operatori tutti”.  “Auspichiamo, a breve, un tavolo e una disponibilità a rivedere tale deliberazione, pronti a dare il nostro contributo se gradito – conclude Marco Bruni, presidente di Coldiretti Grosseto”.