Follonica: "La notizia delle indagini sui gessi rossi - scrive l'Associazione La Duna - non fa altro che confermare i dubbi sorti in tutti questi anni sul rifiuto prodotto nello stabilimento per il biossido di titanio al Casone di Scarlino.

Il suo conferimento a piè di fabbrica, nella piana e a Montioni come "ripristino ambientale" di una cava dismessa hanno, bene o male, trasformato profondamente il territorio. Dopo vari allarmi e interventi, dopo la Relazione della Commissione parlamentare sulle Ecomafie e la successiva controrelazione di ARPAT, arriva oggi il fulmine a cielo nuvoloso (non possiamo certo dire, visti i precedenti, sereno) di ulteriori indagini e avvisi di garanzia. Diamo il tempo di completare le indagini e speriamo in un definitivo pronunciamento dopo tanti anni di questa vicenda che, partita dal mare al largo della Corsica è arrivata alle distese della Piana scarlinese e ai boschi di Montioni. A noi rimarrà, a triste ricordo, lo zigurrat marziano di Montioni e il rosso della Piana. A poche centinaia di metri dall'abitato di Follonica. In tutto questo siamo speranzosi e fiduciosi che non saranno solo i lavoratori a rimetterci e l'annosa ricerca di processi per produrre meno rifiuti e riutilizzati abbia successo", termina la nota.