Pietratonda gessi rossi.jpgGrosseto: “La Regione Toscana ha pubblicato il Verbale della Conferenza dei Servizi del 21 aprile scorso in cui diversi dirigenti di pubblici Uffici hanno valutato il progetto di realizzare a Pietratonda un deposito di oltre un milione di metri cubi dei “gessi rossi”, rifiuti Venator .

Come è noto la procedura si è conclusa con un parere negativo, ma ora, con la pubblicazione anche di tutti i pareri, allegati come parte integrante del suddetto Verbale ed espressi dai vari Uffici tecnici chiamati alla valutazione del progetto, si ha un quadro ben diverso da quello rappresentato dai dirigenti Venator, i quali hanno avviato un Ricorso al TAR contro il parere negativo annunciato dalla Sovrintendenza per motivi paesaggistici.

Tali pareri, tutti negativi, sono stati rammentati nella parte della suddetta Conferenza svoltasi a porte chiuse, ed oggi dalla loro lettura emerge con certezza che le affermazioni rilasciate dalla Confindustria tendenti ad addossare agli ambientalisti, amanti del solo paesaggio, le responsabilità di un fallimento, sono errate. La responsabilità è solo di chi ha sostenuto un progetto dimostratosi largamente lacunoso, pericoloso e sbagliato.

Intanto il suddetto Verbale rammenta come il progetto iniziale, allegato all’istanza presentata dal proponente il 16/07/2019, che ha avviato il procedimento valutativo, è stato successivamente  integrato ben otto volte con l’inoltro di ulteriore documentazione: tre volte nel corso del 2020 e altre cinque volte nel corso del 2021, fino al 19 marzo scorso. Ciò nonostante, scrive l’Autorità di Bacino nel suo ultimo parere che si deve ancora approfondire gli aspetti relativi alla “vulnerabilità dell'acquifero profondo nell'area d'intervento attraverso valutazioni specifiche su spessore, permeabilità ed eventuale presenza di vie di infiltrazione preferenziale nei terreni di copertura e anche in riferimento agli affioramenti calcarei posti a E-NE del lago dell'Incrociata”.

Sugli stessi temi l’Arpat nel suo ultimo parere afferma che: “le integrazioni della ditta Accornero non sono riferite a quanto richiesto da ARPAT nel contributo prot 84316 del 4/12/20” concludendo che “si confermano le richieste di chiarimenti ed integrazioni del contributo sopra citato.”

Ugualmente negativi sono i pareri ultimi espressi dal Settore Miniere, Settore Rifiuti, Genio Civile e dal Settore Tutela della Natura della Regione Toscana, che rammentano le loro richieste di integrazioni non soddisfatte dal proponente. Ovviamente riconfermano i loro pareri negativi sia la Sovrintendenza che gli Uffici Tecnici del Comune di Campagnatico.

In conclusione, otto dirigenti apicali di Uffici pubblici: quattro ingegneri (Settori Rifiuti, Genio civile, Tutela della Natura e Miniere della Regione Toscana), due geologi (Arpat, Autorità di Bacino), e due architetti (Enti locali) all’unanimità hanno dichiarato dopo quasi due anni di accertamenti che: “la conferenza dei servizi, ritiene che non sussistano le condizioni per una positiva conclusione del procedimento e, pertanto, formula diniego allo stesso”, conclude , Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto.