Roberto Barocci.jpgGrosseto: “Sbaglia il segretario della Confartigianato, Mauro Ciani, a causa di una valutazione parziale e corporativa, nel chiedere che la politica locale si attivi per respingere la proposta del Ministro dell’Ambiente sulla eliminazione dei sussidi pubblici al disel.

Ridurre le emissioni di gas clima alteranti è o non è una priorità per tutti? Oppure i negazionisti stanno prevalendo? E’ dimostrato che i costi esterni, cioè i costi per tutta la collettività, legati all’inquinamento dei trasporti con disel è superiore a quelli dei trasporti con benzina, invertendo la situazione rispetto a trenta anni fa, quando nel 1993 furono introdotti gli aiuti pubblici ai consumatori del disel, rispetto alla benzina.

Il segretario della Confartigianato prende in esame solo gli aumenti di costo del disel alla categoria degli autotrasportatori e di conseguenza si ferma all’aumento dei costi delle merci trasportate, ma non considera la riduzione dei danni che si possono avere con la riduzione di tali consumi.

Se tagliare i sussidi pubblici a chi emette gas climalteteranti, in questo caso a chi usa il diesel, comporta costi maggiori nei trasporti, perché non considerare anche la riduzione dei costi derivati alla collettività dai fenomeni climatici che si ripetono sempre più frequenti con esagerata intensità: temporali, trombe d’aria, esondazioni di corsi d’acqua con danni e devastazioni rovinose?

Perchè non considerare la frazione di costo, addebitabile al disel, del costo annuo delle malattie strettamente collegate alle emissioni in atmosfera di nanoparticelle? Il ministro dell’Ambiente è costretto a riportare le valutazioni [2] della Comunità Europea:”In base al rapporto dell’EEA sulla qualità dell’aria, l’Italia risulta al primo posto in UE-28 per morti premature imputabili all’inquinamento atmosferico”: si tratta in un anno di 59.500 morti premature per gli sforamenti delle PM2,5, un numero quasi doppio delle morti avute finora in Italia dal Covid 19.

Nel Catalogo dei sussidi pubblici dannosi all’ambiente, che i governi hanno dovuto pubblicare avendo sottoscritto l’Accordo di Parigi sul clima, troviamo che per l’ultimo anno si sono regalati a soggetti privati ben 19,7 miliardi[3] di euro di sussidi, cioè soldi che i cittadini versano allo Stato, ad attività dannose, di cui molte sono di attività economiche che non hanno nessuna giustificazione etica o morale per ricevere sussidi pubblici. Si vada a leggere questo elenco indecoroso”. Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto.

[1]     Pagine 197-202  del Catalogo sei Sussidi ambientalmente dannosi. In particolare la fig.3.11:

https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/csa_terza_edizione_2018_dicembre_2019_1.pdf

[2]     Si veda tabella 3.2 di pagina 199 del suddetto Catalogo

[3]     Si legga la Introduzione del suddetto Catalogo.