Lettera di Giulianotti al Sindaco: 'Per i pini di via Mascagni ci ripensi'

Egr. SIg Sindaco, Le scrivo dagli Stati Uniti dove risiedo da anni. Amo la Toscana dove sono nato  e sono  innamorato di Grosseto che mi è rimasta nel cuore. Per anni sono stato Primario Chirurgo dell'Ospedale Misericordia. Per Grosseto continuo ad impegnarmi organizzando Corsi Internazionali di Chirurgia Robotica, portando visitatori, studenti, chirurghi, professionisti vari. Centinaia sono le persone che sono passate attraverso la Piccola Scuola grossetana di Robotica che ho fondato..

 
E' per questo, come cittadino "onorario" di Grosseto, che mi permetto di scriverle  facendo un appello. Ho letto che ha preso la decisione di abbattere i pini secolari di via Mascagni. La prego di riconsiderare la sua decisione. Credo che sia un delitto, un oltraggio alla natura, alla bellezza, alla storia, alla cultura.
 
Il Pino marittimo, insieme al cipresso è un simbolo della Maremma e in particolare di Grosseto. Ricordo ancora la prima volta che visitai Grosseto. Si era da poco aperto il concorso per il Primariato di Chirurgia e volevo rendermi conto  della città.
 
Era estate e faceva molto caldo, mi fermai a riflettere all'ombra di un grosso pino prospiciente l'Ospedale. Mi sentii bene, in pace con me stesso. I Colori vividi del giorno si intrecciavano con la chioma di aghi aperta all'infinito del cielo. Nessuna immagine poteva essere più bella, un gigante in preghiera!
 
Ma tutta la città era adornata di pini e profumava di resina: fuori delle Mura, via Mascagni, viale Uranio, il "Pizzetti ", il litorale di Marina. Erano alberi bellissimi, rigogliosi, felici di vivere e di vivere al sole Mediterraneo della Maremma.
Percepii quello stato di benessere trasmesso dagli esseri viventi quando stanno bene e mi sentii felice di riflesso. Decisi di accettare l'incarico di Primario a Grosseto anche per questo.
 
Non mi sono ben chiare le ragioni per cui Lei ha deciso di abbattere i pini secolari di via Mascagni. Ragioni di sicurezza? Le radici possenti di questi pini deformano l'asfalto e creano gobbe pericolose per i motociclisti? Veramente questa è la ragione?  Non riesco a crederci. Forse Le strade  e l'asfalto si possono manutenzionare senza dover tagliare le piante, ma ancora più importante, cosa insegniamo ai nostri figli?
 
Che si può sacrificare tutto per la nostra comodità? Forse dovremo insegnare loro il rispetto per la natura, per la bellezza, la storia. Forse Dovremmo spiegargli che la sicurezza usando il motorino si ottiene andando piano, che esistono le zone pedonali, a traffico limitato, che si mettono dei bumpers per ridurre la velocità in centro città....
 
Forse dovremmo fagli capire che ogni forma di vita richiede rispetto e amore a cominciare dalle piante. Forse dovremmo insistere con l'educazione civica delle coscienze. Già, ma tutto questo richiede  impegno, dedizione e sacrifici. 
 
E' più facile autorizzare le motoseghe e risolvere il problema eliminandolo. 
E' un delitto. 
Le chiedo seriamente di ripensarci.
L'ostinazione non sempre si accompagna all'intelligenza.
I Grandi Leader hanno la capacita di ritornare sui propri passi.
 
Piero Giulianotti
Professore di Chirurgia
Università Illinois Chicago
 
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