Lipu Grosseto: "La Regione toscana ci ripensi e intervenga anche il Ministero"

Orbetello: Mentre vanno avanti le iniziative della Regione Toscana per la creazione di una Azienda Faunistico Venatoria (AFV) all’interno della Laguna di Orbetello, continuano le proteste formali e sostanziali della Lipu a difesa di una delle aree umide più importanti d’Italia e d’Europa.

“Contestiamo anzitutto - dichiara la delegata Lipu di Grosseto, Maria Patrizia Latini - le procedure con cui il progetto di creazione dell’azienda venatoria è portato avanti. Sussistono dubbi formali di ogni genere, legati a diversi aspetti tecnici e normativi: 1) terreni del Demanio Marittimo e del Commissario delegato all’emergenza ambientale Laguna di Orbetello sono stati inclusi nella AFV dal Comune di Orbetello, con delibera 6/2018 e si nutrono forti dubbi che il Comune di Orbetello avesse potuto disporne cedendoli, senza corrispettivo alcuno, per la costituzione nella Laguna di Orbetello di una azienda faunistico venatoria privata; 2) l'iter autorizzativo per la AFV si basa su due  emendamenti fatti approvare da pochi giorni e poi in parte cancellati nella seduta odierna del Consiglio Regionale; 3) l'AFV è stata approvata, senza parere né nullaosta della Direzione Regionale Aree Protette e Biodiversità, su area contigua alla Riserva naturale regionale e include una APG (area a particolare gestione di caccia) che sembrerebbe mai formalmente costituita poiché a ripetuti accessi agli atti, nei quali sono stati richiesti i documenti di costituzione, sia la Regione che l’ATC  interessato hanno risposto di non averne alcuno; area sulla quale tutt’ora risultano presenti ben 14 capanni fissi, abusivi, per caccia agli anatidi che pare siano stati affittati - a pagamento - ogni anno, da decenni e per i quali non è mai stata richiesta in Regione autorizzazione né chiaramente è stato pagato alcun canone annuale alla Regione medesima; 4) l'AFV è in una zona  dove  è presente il sito ex Sitoco, SIN ancora da bonificare; 5) la richiesta di autorizzazione approvata con provvedimento di Giunta Regionale n.20560 del 16 dicembre 2019, non risulta presentata entro i 180 giorni previsti dalla legge regionale 3/94 art. 7 bis comma 2, come indicato nella Legge regionale n. 70 del 25.11.2019 (BURT n. 54), legge ai sensi della quale l’AFV è stata approvata: “Entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale 1 marzo 2016, n. 20 (Riordino delle funzioni amministrative in materia di caccia e pesca nel mare e nelle acque interne in attuazione della l.r. 22/2015. Modifiche alle leggi regionali 3/1994, 3/1995, 20/2002, 7/2005 e 66/2005), gli interessati presentano alla struttura regionale competente richiesta per le autorizzazioni di cui agli articoli 18, 20, 21 e 24 ai fini dell’approvazione del piano faunistico venatorio regionale di cui all’articolo 6 ter.”   

“Sono aspetti che vanno chiariti pienamente e sui quali continueremo a chiedere conto fino al completo chiarimento del quadro, affinché l’amministrazione pubblica non danneggi se stessa attraverso concessioni indebite, in violazione di leggi. e persino dannose, sperando che vengano posti in essere i necessari provvedimenti, in regime di autotutela, da parte degli Uffici competenti della Regione Toscana, evitando così la presentazione di un immediato e inevitabile ricorso al TAR.
“Ma oltre agli aspetti tecnici - aggiunge Latini – c’è una enorme questione sostanziale che non può essere ignorata: la Laguna di Orbetello è una delle aree umide più importanti in Italia e in Europa per la presenza e la nidificazione dell’avifauna. Qui si registrano un’area Ramsar, una Zona speciale di conservazione, un corridoio migratorio di rilievo internazionale e un gran numero di specie di uccelli che sostano e nidificano, tra cui molte in cattivo stato di conservazione. 

Quello che dunque si dovrebbe fare è la trasformazione dell’intera Laguna di Orbetello in un’unica grande area protetta, per sottrarla ad ogni forma di disturbo e distruzione e destinarla pienamente alla protezione della natura e alla più corretta fruizione naturalistica. Dunque, né caccia pubblica né caccia privata, ma tutela di un patrimonio naturalistico straordinario.
 "Per questo - conclude la delegata Lipu di Grosseto - impegnandoci ad andare fino in fondo in questa spiacevole vicenda, chiediamo alla Regione Toscana di ripensarci, interrompendo definitivamente l’iter autorizzativo, e al Ministero dell’Ambiente di intervenire per valutare la diversa e più consona destinazione dell’area. La natura, specie quella così preziosa, ha bisogno di piena protezione".