Sfera over invaso.jpgPresso Sfera, la serra più grande e tecnologica d’Italia, a neanche sei mesi dalla posa della prima pietra, sono state trapiantate 21 mila piantine di pomodoro datterino, portando a termine e inaugurando il primo lotto di 2 ettari e mezzo a tempo di record.

Grosseto: Nella serra, per un totale di 13 ettari di coltivazione, andranno avanti i lavori di cantiere che termineranno nel mese di maggio. “Galimberti – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto - ha voluto entrare a far parte da circa un anno della nostra organizzazione supportata dal Dr. Daniele Schirru, nostro responsabile tecnico. Per noi è un motivo di vanto e di orgoglio essere stati utili al progetto così come intendiamo continuare a rappresentare, per la Sfera WaterFood, un primo riferimento per tutte le altre attività da realizzare”.

Un vero primato per la Maremma, non solo capitali, velocità ma anche pomodori da mensa: la Toscana infatti è solitamente famosa per il suo pomodoro che è per  il 90% coltivato per produrre conserva, pochi ettari infatti sono destinati alla produzione del pomodoro da mensa, determinando una alta percentuale di importazione di questo, sia dalle regioni del sud Italia ma sempre più spesso da Olanda e Spagna. Da oggi cambiano i numeri perché grazie a Sfera si eleveranno le proporzioni della coltivazione del pomodoro da mensa “made in Tuscany”. «L’innovazione nel settore primario è fondamentale per il futuro dell’agricoltura –ha detto Marco Bruni, presidente di Coldiretti Grosseto - il progetto parte dai bisogni sia dei consumatori sia del territorio e sposa proprio i punti a Coldiretti cari; la tutela del territorio, lo sviluppo e l’innovazione. Abbiamo accompagnato il progetto perché siamo convinti che su questa strada del cambiamento dell’agricoltura bisogna essere attori e non spettatori».

Un’organizzazione impeccabile quella di Luigi Galimberti, amministratore delegato, nonché fondatore di Sfera. Un cantiere dove hanno trovato occupazione già una cinquantina di persone, che è al 70% e fino ad oggi ha registrato zero infortuni, un luogo di lavoro in totale sicurezza con una organizzazione manicale, infatti sicurezza e pulizia sono il pallino dell’AD. Il lotto è stato chiuso e sterilizzato nei giorni precedenti e per entrare è necessaria una procedura di igienica e indossare camice e guanti. Ogni volta che si passa da un filare all’altro o avviene uno spostamento seguirà la disinfettazione delle mani e dei guanti e delle attrezzature, Questo sia per scongiurare di portare virosi e altri patogeni all’interno della serra, al fine di evitare di fare trattamenti per combatterlo. Infatti i prodotti di Sfera saranno privi di residui chimici e metalli pesanti cosa che non solo apprezza il consumatore ma anche i partner della distribuzione organizzata.