Lorenzo Falconi

Grosseto: Senza Maremmanews forse non sarei diventato quello che sono adesso. La mia carriera da giornalista sportivo, infatti, è iniziata proprio con questa gloriosa testata che si appresta a tagliare un traguardo molto importante. 20 anni non sono uno scherzo, sono due decenni in cui il mondo è cambiato tantissimo, soprattutto a livello tecnologico. E se fai parte di una piattaforma digitale il processo è in continua evoluzione.

A Maremmanews va il merito di esserci stato, agli albori dei quotidiani online nel 2000, e di esserci ancora dopo un ventennio rivoluzionario da parte delle rete. A Maremmanews va anche il merito di aver creduto nel sottoscritto. Era la primavera del 2004 e da tempo cercavo una testata disposta a dare spazio alla mia “vocazione” giornalistica. Avevo già avuto qualche esperienza universitaria in merito, a Firenze, ma non ero mai riuscito a scrivere di sport, la mia vera passione. Oltretutto, nella stagione 2003-2004, c’era una squadra di calcio che più delle altre stava catturando la mia attenzione. Il Grosseto era stato ripescato dal limbo dei dilettanti e dopo 20 anni di anonimato si apprestava a disputare di nuovo un campionato professionistico: la C2. All’epoca la quarta serie nazionale profumava di professionismo e con rinnovata fiducia iniziai a seguire le gesta della squadra biancorossa. L’esordio in campionato, le gare casalinghe all’Olimpico (che ancora non si chiamava Carlo Zecchini) e anche qualche trasferta. Volevo di più però. Volevo raccontare le gesta di quella squadra. Ovviamente i “posti di combattimento” erano già stati tutti assegnati.

Tra giornali cartacei, televisioni, radio, non c’era nessuno sufficientemente pazzo da puntare su di un esordiente. O forse mi sbagliavo. Dopo alcune porte in faccia (la gavetta del giornalista è fatta anche di questo tipo di esperienza), bussai a quella giusta. Era la porta di Maremmanews. Un rampante editore si prese la bega, quanto meno, di dedicarmi 5 minuti del suo tempo. Non dissi molte parole nel colloquio con Enrico Giacomelli. Dissi solo: «Sono disposto a tutto pur di scrivere del Grosseto calcio». Devo aver toccato le corde giuste, o forse devo aver fatto semplicemente pietà al mio interlocutore. Fatto sta che Enrico mi rispose: «Ok, per me va bene. Ne parlerò con Roberta Filippi che è il nostro direttore responsabile». Non conoscevo ancora Roberta Filippi, ho avuto la fortuna di lavorarci insieme poco dopo, per quasi 10 anni in televisione. A distanza di più di tre lustri, rinnovo il mio “grazie” a Roberta, per aver dato il via libera, praticamente a scatola chiusa, alla passione di un giovane giornalista che aveva bussato a qualche porta sbagliata di troppo. Ricordo ancora il primo articolo per Maremmanews, è datato 19 marzo 2004. Parlava ovviamente del Grosseto, squadra capolista del campionato di Serie C2, che si stava preparando al confronto in trasferta sul campo dell’Imolese. Me lo ricordo bene perché ancora lo conservo. Ogni tanto me lo rileggo, perché anche se di strada professionale ne è stata percorsa molta, non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti. Devo dire che, malgrado una scrittura un po’ acerba, quell’articolo resta sempre uno dei miei preferiti. Quanto al Grosseto presi parte, per la prima volta da giornalista, a quella partita contro l’Imolese. Già, perché Enrico mi disse: «Vorresti seguire anche le gare in trasferta?» La mia risposta fu decisamente scontata.

Ricordo quella prima volta, sul campo di Castel San Pietro, perché lo stadio dell’Imolese era inagibile. Il Grosseto vinse per 2-1, iniziando la cavalcata verso la C1. Anche la mia personale cavalcata non fu da meno: gare in casa e gare in trasferta, sempre al seguito del Grifone. Spesso viaggiavo con mezzi di fortuna, a volte mescolato in mezzo ai tifosi, con un timore sempre ricorrente al momento dell’ingresso allo stadio: mi faranno entrare? Il dubbio era lecito, all’epoca le testate online erano un po’ snobbate e il rischio di non essere accreditato rappresentava sempre una possibilità. Con Maremmanews non è mai successo, a testimonianza della riconoscibilità della testata giornalistica, sin dai suoi primi anni. Non sarebbe stata la stessa cosa senza quelle trasferte e il mio bagaglio personale di esperienze giornalistiche ne avrebbe risentito: sarebbe stato certamente più povero. In ogni caso il Grosseto vinse quel campionato. Accadde il 2 maggio, nella partita interna contro la Rosetana vinta per 2-0. Fu un onore e un orgoglio raccontare quell’evento e finire nell’apertura della home page del giornale. Ma ce ne sarebbe stato un altro, di lì a poco, di eventi sportivi da ricordare. Lo stadio di Grosseto, infatti, si preparava ad ospitare i Mondiali juniores di atletica leggera. Una kermesse iridata di prim’ordine e io avevo il mio accredito personale con Maremmanews. Furono 7 giorni intensissimi, vissuti con grande passione, sotto il sole di luglio. Giornate lavorative lunghissime, della durata anche di 16 ore, ma affrontate sempre con il sorriso e la voglia di esserci, mai con la fatica. Un’esperienza che ricordo con grande piacere e che mi spalancò le porte della televisione. Da lì in poi anche i giornali cartacei e poi la radio.

Oggi ho la fortuna di raccontare i grandi eventi sportivi su un’emittente nazionale: la Serie A, la Champions League, i Mondiali e le Olimpiadi. Mi piace però ricordare dove tutto ebbe inizio. Che questi 20 anni trascorsi online siano un nuovo punto di partenza, come Maremmanews lo è stato per la mia carriera di giornalista.