agricoltura ndustriale B03di Simona Lotta

Grosseto: Quando parliamo di “green economy” ci riferiamo ad un settore a cui l’America ha affidato la sua ripresa e di un altro, il nostro, che stenta, ancora, ad avere una visione comune, nonostante la sua storia agricola. La Maremma, ad esempio, pare abbia perduto 176 imprese agricole nei primi sei mesi 2015. La crisi morde e tra spread mutuo e cali delle vendite resistere è davvero difficile. Secondo Confagricoltura, per il 2015, i dati potrebbero risultare più confortanti del 2014;

si attende a questo proposito la pubblicazione a breve degli stessi. A fare il punto della situazione, per capirci qualcosa, è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura Grosseto. Secondo la Confederazione, infatti, su 100 imprese iscritte alla Camera di Commercio di Grosseto, il 32,6% arriva dal mondo agricolo. La Maremma ne possiede il triplo rispetto alla Toscana: cioè 9.173 imprese iscritte nel registro dell’ente camerale, e risultano tutte attive.

Vivarelli Colonna afferma: «Anche sul fronte occupazionale le cose non sono andate bene ma l’emorragia che si è verificata nel 2014 dovrebbe essere stata tamponata». L’anno scorso, si assistette ad un calo imponente che si attestò all’’8,1%.

Ma quanto incide davvero sull’economica maremmana l’agricoltura?. Stando sempre ai dati, il settore agricolo della Maremma vale il 5,3% del valore aggiunto prodotto dall’intero sistema economico della Provincia: 267 milioni su cinque miliardi e 300 milioni. Aggiunge Vivarelli Colonna: “C’è ancora molto da lavorare in questo settore. La “chiusura” delle filiere con l’industria della trasformazione alimentare e la messa in rete delle aziende potrebbero rappresentare un bel salto in avanti. Potrebbero rendere tutto il comparto più produttivo offrendo, al contempo, un buon bacino occupazionale».

Ancora: “La vittoriosa battaglia sull’Imu agricola con le ammissioni renziane e l’ultima sentenza del Tar che ha definito incostituzionali i criteri di applicabilità della tassa. La questione Ortofrutta, con un nuovo Cda, presidente e piano finanziario. Nuove prospettive sono arrivate e si concretizzeranno dalla fusione delle due cooperative interne a Confagricoltura Grosseto che hanno dato vita alla Coagri, che è la maggiore conferente in Conservitalia e che a breve avvierà un percorso per la fornitura di prodotti da destinare agli impianti a biogas».