Isola d'Elba: La reazione alla decisione dell'Ente Parco di eradicare totalmente i mufloni dall'Isola d'Elba non si è fatta attendere. Immediata è stata la presa di posizione di tante associazioni ambientaliste ed animaliste, ma anche di tanti singoli cittadini non solo dell'Isola ma da ogni parte d'Italia.
In molti hanno infatti aderito alla petizione aperta dal CAART - Coordinamento Associazioni Animaliste della Regione Toscana - per bloccare l'abbattimento dei mufloni, che sarà inviata all'Ente Parco Isola d'Elba, ISPRA, al Ministero dell'Ambiente, Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, Assessore all'Agricoltura Regione Toscana Marco Remaschi, ai Sindaci dei Comuni elbani.

Di seguito il testo:
<<Gentili signori,
ci sono molte persone alloctone in Italia ma non per questo le sterminiamo.
I mufloni sono alloctoni da oltre 40 anni e solo ora vi disturbano?

L'art. 13 del Trattato di Lisbona dell'Unione Europea definisce gli animali esseri senzienti (sentono, allevano i cuccioli, li educano, li nutrono, li proteggono, soffrono come noi, avvertono la paura come noi, temono la morte come noi) e chiede ad ogni Stato firmatario di comportarsi di conseguenza.​ ​
Soprattutto è inaccettabile che sia un parco a chiedere l'eradicazione dei mufloni anche se sostenuto, purtroppo, da norme ad hoc che tutti dovremmo considerare illegali, come la legge obiettivo toscana n. 10/2016 che viola l'art. 117s della Costituzione e che, nel nostro Paese purtroppo, è passata sotto silenzio anche se è in atto, da parte di associazioni animaliste, il ricorso alla Corte di Giustizia europea.

Ogni animale dell'ecosistema vive nella propria nicchia ecologica e che abbiate valutato dalle vostre indagini che il muflone  "eserciti una pressione di pascolo eccessiva sia sulle giovani piante di leccio che su altre essenze della vegetazione forestale e di macchia", che abbiate considerato che "interferisce e provoca evidenti danneggiamenti al sistema agricolo, alle pertinenze delle strutture residenziali e alla circolazione stradale, con forti ripercussioni in ambito socio-economico" significa che le piante di leccio e l'insalata hanno maggior diritto alla vita di un mammifero. La legge vi consente di indennizzare i danni, indennizzateli spendendo bene il vostro denaro.
I mufloni annettono all'arcipelago toscano una nota di bellezza e di esotismo che altrimenti mancherebbe. I turisti si meravigliano, fotografano, sospettano che anche in Italia la Natura esista!

Uccidere è più facile che ragionare, ponderare, studiare; gli animali non si ribellano e non ci incolpano dei nostri errori. La prepotenza agisce sul debole senza empatia e compassione.
E' sempre stato fatto: con le donne, con i neri, con etnie diverse, con religioni diverse. Si fa ancora: con i poveri, con i diseredati, con gli impotenti.
Chiediamo quindi una riflessione, un​ ​minimo​ ​di rispetto per la vita e per il pensiero di tanti cittadini contrari all'uccisione di animali (oltre l'80%).
Cambiare è segno di intelligenza e coscienza, di un pensiero libero, di una mente aperta.
Noi ce lo auguriamo.

DATO CHE:
- è assolutamente ingiusto e non etico uccidere degli animali, qualsiasi sia il problema, reale o presunto, che essi causino;
- questi animali in particolare non hanno mai fatto del male a nessuno, rivestono un ruolo importante per la pulizia dei terreni boschivi​ ​e sono anzi da molti apprezzati;
- esistono SEMPRE delle soluzioni non cruente, bisogna solo volerle applicare, mentre non è MAI giusto usare la violenza come 'soluzione';

I SOTTOSCRITTI FIRMATARI CHIEDONO CHE:
L'ordinanza di abbattimento​ ​ai fini di eradicazione,​​  sia subito annullata e si applichino soluzioni incruente, come​ ​il rilascio di mangimi sterilizzanti o adeguate recinzioni.
I fondi stanziati per l'uccisione possono essere utilizzati​ ​per le iniziative di cui sopra.>>