Rispescia: Finalmente sul lupo sono state dette parole chiare. In un pubblico dibattito ripreso da TV9, il 13 Agosto a Festambiente si è discusso sul problema dei lupi in Maremma, e sono intervenuti gli esperti del settore: veterinari delle USL e dell'Istituto Zooprofilattico, oltre a funzionari del Corpo Forestale dello Stato. Le parole e i concetti sono stati chiari: il lupo è un problema prevalentemente mediatico.

Gli attacchi nel 2015 sono stati poco più di mille in tutta la provincia: una percentuale piccolissima di tutte le pecore allevate, e riguarda solo un territorio molto ristretto (il comune di Manciano, principalmente) e un pugno di aziende che, dai controlli effettuati, risultavano del tutto prive di efficaci mezzi di protezione, messi tra l'altro a disposizione degli allevatori in modo gratuito dalla Regione. È stato anche chiaramente detto che molti attacchi sono imputabili ai cani vaganti.

È stato segnalato che c'è ancora molto da lavorare sull'anagrafe canina, perché nel nostro territorio pare che sia una pratica del tutto marginale, ed applicata solo ai cani da caccia.
È stato detto che l'aumento dei lupi è dovuto all'abbandono delle campagne e alla rinvigorita pratica di tagliare il bosco a raso, favorita dalla legge forestale, che non prende sufficientemente in considerazione il rapporto tra gestione del bosco e fauna selvatica. Queste condizioni hanno raddoppiato il numero degli ungulati (cinghiali e caprioli) in 40 anni, principale risorsa alimentare del lupo. A questo si aggiunga l'assenza di sorveglianza delle greggi da parte dell'uomo, che preferisce delegare ai soli cani la guardianìa del gregge.

È stato poi chiarito che gli abbattimenti sono completamente inutili, e che vengono proposti da alcuni soggetti più o meno politicizzati solo per rispondere alla pancia di pochi allevatori particolarmente rumorosi, mentre la maggior parte di loro ha già messo in atto sistemi che fanno rientrare la predazione in un processo accettabile e fisiologico. È stato proposto di diminuire il numero dei lupi in modo più efficace modificando l'habitat favorevole per gli ungulati, di cominciare a convertire all'alto fusto il deleterio bosco ceduo, che sembra purtroppo dominare le colline e i monti della Maremma.
Questa associazione ritiene che il paesaggio pastorale sia uno dei più pregiati del nostro Paese, e che sia necessario mantenere i pastori sul territorio, anche con sovvenzioni pubbliche. Ma la convivenza con il lupo deve essere garantita, come lo è stata per migliaia di anni, ad eccezione dell'ultimo secolo, quando un'ingenua e pericolosa volontà positivista ha creduto di poter sterminare il lupo “nocivo” assieme a tutti gli altri predatori, fino a determinarne quasi l'estinzione negli Anni '70.

Insomma, adesso abbiamo l'analisi del fenomeno del lupo e le proposte per risolverlo. Il dibattito per noi è concluso. Che parlino pure di altro, i rappresentati degli allevatori, ma rischiano di creare, come è stato pure detto al convegno, solo delle false aspettative, che danneggeranno ulteriormente la categoria.

Michele Scola
Presidente Italia Nostra ONLUS
Sezione Intercomunale di Grosseto