Un unico filo conduttore per un incontro dalle varie sfumature. E' quello che si è tenuto venerd' 17 marzo nella sala consiliare del Comune di Grosseto, organizzato dalle associazioni Nuovo Senso e Fare Grosseto, avente a tema il rapporto fra scuola e cultura.

Grosseto: Dopo le prolusioni di Francesca Carpenetti e Deborah Coron per le due associazioni, l'intervento dell'assessore alla Cultura, Luca Agresti, ha focalizzato il tema sul ruolo svolto dal governo cittadino, teso a supportare le iniziative che in questa direzione a Grosseto si stanno susseguendo.

Con la moderazione di Luca Mantiglioni, caporedattore della cronaca del quotidiano La Nazione, il dibattito ha visto interventi specifici su argomenti settoriali. Mantiglioni, nel ricordare che il suo giornale ha avviato da tempo iniziative nelle scuole maremmane di conoscenza e lettura dei giornali, ha sottolineato l'importanza della osmosi con il mondo studentesco anche per orientare il lavoro redazionale in base agli spunti forniti dagli stessi giovani lettori.

Il direttore della biblioteca comunale Chelliana, Anna Bonelli, ha puntato l'indice prima di tutto sul ritorno della sede della struttura a Palazzo Sensini dall'attuale collocazione in una struttura periferica in affitto. E ha portato dati e cifre non solo sull'opera di digitalizzazione dell'archivio della biblioteca, dove sono conservati oltre 150mila testi, ma anche sullo stato dell'arte della lettura dei libri in Italia, un settore che vede sempre maggiormente l'espansione della tecnologia digitale degli ebook senza che però questa vada a beneficio del livello di attenzione nei confronti della lettura, soprattutto da parte delle giovani generazioni.

Alessio Brizzi, docente di Storia dell'Arte e esperto di storia del cinema, ha evidenziato che le arti visive sono quelle in grado di destare maggiore interesse da parte degli studenti, ma che occorre tuttavia saper sempre più stimolare il loro coinvolgimento anche per individuare forme di aggregazione a tutt'oggi generalmente carenti.

Cristina Cofacci, dell'ufficio relazioni industriali di Enel, nell'osservare con dovizia di particolari il rapporto che intercorre fa scuola e modo del lavoro, ha puntualizzato che è più il mondo della scuola a rivolgere la propria attenzione verso la occupabilità di quanto non facciano le imprese, in un mondo in sempre più rapida trasformazione, cosa che rende conseguentemente necessaria una sempre maggiore flessibilità nel saper dirigere l'agire di ciascuno verso nuove forme di impiego.

A chiudere il dibattito sono stati il giornalista Stefano Giusti, che ha espresso da parte sua riserve sul rapporto fra scuola e comunicazione, argomentando sul fatto che, a suo dire, il mondo della scuola è troppo isolato a livello di attenzione da parte dei mass media e che poco se ne parla rispetto a quanto si dovrebbe. E il consigliere comunale Daniela Lembo, la quale ha sostenuto la necessità di nuove forme di sussidiarietà per garantire una adeguata formazione nel percorso scolare degli alunni.