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giovedì 9 settembre 2010
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Speciale Campionati Mondiali Juniores Atletica Grosseto 2004

La squalifica di Cascella e il ritiro di Caseian
 

di Maria Francesca Aramini

  

Avevamo atteso questo momento, dopo il ripescaggio di Nicola Cascella, per la semi-finale dei 400 metri e seppur, a gara terminata, eravamo coscienti che non avrebbe passato il turno, tutti in attesa del tempo in gara. Sul tabellone, dopo un po’ d'attesa ecco apparire i risultati, e accanto al nome di Nicola Cascella un triste non qualificato . Cosa era successo? Un ostacolo saltato in modo errato è stato il verdetto . Lo abbiamo chiesto a lui.

 

D - Ma tu Nicola te ne sei accorto o lo hai saputo solo ora dal tuo allenatore?

R - "No. Sono gli inconvenienti di passare gli ostacoli dovendo stare attento alle gambe dell'altro"

D - "Posizione svantaggiata?"

R - Si. Comunque ci sono dei regolamenti e vanno accettati.

D - Avevi sperato?

R – “Naturale. Era la batteria meno accreditata, perciò.. Purtroppo ho tirato troppo la corda ieri stando in una batteria più forte. Ho speso delle energie che forse mi sarebbero servite oggi, comunque si è trattato di una bella esperienza. Ora speriamo negli Assoluti."

 

Franco Caseian (Foto FA)

 

Anche per Franco Caseian il Mondiale è finito, triste il ritiro ma necessario.

Ce lo spiega Silvia Venturini la fisioterapista di Franco Caseian.

"Franco ha subito un dolore muscolare ieri durante la gara di salto in alto, ha continuato e ha fatto il personale sui 400. Stamattina nei 100 ostacoli e nel lancio del disco si è cimentato con grande sforzo, ma alle prove della rincorsa del salto con l'asta la gamba ha ceduto. Uno stiramento forse una lesione muscolare."

D - Come ha reagito Caseian?

R – “Male. Lui andava forte, bravo, anzi, bravissimo. Se non fosse stato per l'allenatore che lo ha fatto uscire lui non sarebbe mai uscito di sua spontanea volontà. "

D - Anche lei pensa che questo modo di impostare i Decatlon sia sbagliato?

R – “Certamente. E’ un sovraccarico per gli atleti che devono fare dieci gare. Abituati a fare tutto in un giorno, diventa un sovraccarico di allenamento e di lavoro muscolare."

D - E' nocivo per l'atleta, il troppo tempo tra una gara e l'altra?

R - "In parole povere non c'è sufficiente tempo per il riposo e non c'è sufficiente tempo per il recupero.

D - In Parole povere basta appena a freddare i muscoli?

 

Silvia Venturini ci lascia con un sorriso, facendo segno di si.

 

Silvia Venturini (Foto FA)

 

Un sorriso, nonostante tutto, come quello che hanno saputo mantenere anche gli atleti senza fortuna, perché l'importante è partecipare, ma importante è partecipare dando il massimo nella speranza di vincere, e se poi non va sorridiamo, il domani ci riserva ancora nuove occasioni.

 


 

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