di Maria Francesca Aramini
“E’ emozionante vincere una medaglia gareggiando in casa.Ieri ho rischiato di essere eliminata in qualificazione dopo due nulli nei primi due lanci. Ero troppo nervosa. Ma ho saputo reagire alla grande. Soltanto dopo mi sono potuta concentrare sulla finale. Quando ho lanciato 60,95 nel primo turno ho capito di poter vincere una medaglia. Voglio dedicare questa medaglia al mio allenatore”
Queste le parole con le quali Laura Gibilisco ha commentato la sua medaglia di Bronzo nel Lancio del Martello, prima medaglia italiana a questi Mondiali IAAF. Franco Casiean, il decatleta italiano, dopo le ottime prestazioni iniziali si è perso sul salto in alto, tra l’altro sua specialità, e non è bastato il buon tempo sui 400 metri per impedire di scendere nella classifica, facendosi superare anche dall’atleta ceco che fino ad allora era rimasto nella sua scia, abbiamo chiesto al suo accompagnatore
Cosa ne pensa della gara di Franco Casiean fino ad ora?
“Sono rimasto estremamente contento sia dei 100, del lungo e del peso. Poi stranamente la gara del salto, che è una delle sue, quest’anno non era mai sceso sotto i due metri. Il dubbio è che ci sia stato un errore nella misurazione della rincorsa, oppure il fatto di non essere abituato ad avere la pausa tra il peso e il salto in alto abbia fatto cadere le tensioni.”
D - Ma sui 400 si è migliorato?
R - “Infatti si è migliorato di un secondo, insomma sono rimasto contento.”
D - Che facciamo, speriamo in una medaglia?
R - “No, per la medaglia è presto. Il prossimo anno agli Europei. Non dimentichiamo che caseina è nipote di Zorin Matei il saltatore in alto rumeno e di Cristina Coiucaro, medaglia di bronzo nei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Los Angelus e campionessa europea a Spalato.”
D - In questo caso si può ben dire che Buon sangue non mente?
R - "Credo proprio di si “
Dopo la medaglia di bronzo della Gibilisco è arrivata una gioia ancora più grande, forse perché più sofferta, è toccato ad Andrew Howe Besozzi offrircela su di una medaglia d’Oro. Dopo una gara intensa e difficile si è aggiudicato il titolo di campione del Mondo J 2004 nel salto in lungo. Una gara che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Sia per la bravura degli avversari sia per il giallo del salto cancellato, un salto del quale è sparita la misurazione. Andrew è stato bravissimo a rimanere freddo e concentrato, ma quando il risultato è diventato definitivo la sua rivalsa è esplosa in una gioia che ha travolto tutto il pubblico. Felici ed esultanti, i ragazzi della squadra italiana che si erano radunati sugli spalti a seguire la gara di Andrew, lo hanno incitato con voci e mani battute aritmicamente. Quando la bandiera italiana è salita alta sul pennone si sono udite le loro voci cantare l’Inno d’Italia; i giovani atleti della squadra azzurra hanno continuato anche quando la musica è finita. L’Inno di Mameli per sole voci, voci dei ragazzi che hanno gareggiato, che gareggeranno e forse vinceranno, l’Inno italiano a festeggiare l’oro di Andrew e il suo nome urlato tra grida di gioia, una gioia esaltante ed incontenibile.

Andrew Howe Besozzi - Foto (AB)
Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi della squadra italiana di commentare la vittoria di Andrew Howe Besozzi,
Teo Turchi “Meritava di vincere sicuramente, specialmente dopo il salto che gli hanno cancellato, un capitolo buio da dimenticare”
D - Ma la sua vittoria è uno stimolo anche per voi?
R - Teo Turchi “Certamente, io devo fare la 4x4 sabato, speriamo di entrare in finale.”
D - Anche tu speri in una medaglia?
R - Teo Turchi “Non parliamo di medaglie per scaramanzia”
Gli altri sovrapponendosi hanno detto
“E’ stata bella perché meritata”
mentre, Mortadelli Paolo, ha commentato “Partire bene è importante perché così il gruppo si esalta e gli atleti hanno meno paura delle gare”
Gabriella Dorio ci ha detto: “E’ stata una giornata faticosa e stressante ma decisamente bella”

Alfio Giomi e Andrew Howe Besozzi - (Foto AB)
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