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James Van Allen
Il 9 agosto scorso si è spento il famoso fisico e astronomo James Van Allen che utilizzando il contatore geiger scoprì la zona radioattiva che circonda la Terra. A questa zona fu assegnato il suo nome.
Non è facile illustrare tutti i contributi che Van Allen ha apportato nel campo della ricerca scientifica nella sua lunga vita, infatti si è spento alla veneranda età di 91 anni.
Laureato in astronomia si specializzò in astrofisica insegnando per anni per l’università dell’Iowa negli Stati Uniti dove dirigeva il dipartimento di fisica, e per la NASA
Lo possiamo considerare senza dubbio, il precursore di quella branca dell’astronomia dell’atmosfera, che oggi conosce un grandissimo sviluppo, soprattutto grazie ai razzi e alle sonde.
Se furono i Russi ad avere il merito di lanciare per primi in orbita intorno alla Terra una sonda costruita dall’uomo, il famoso Sputnik, si deve comunque agli americani nell’anno 1958 un grande balzo in avanti della ricerca scientifica in campo spaziale.
Immisero in orbita circumterrestre, il primo strumento scientifico collocato a bordo dell’Explorer I. Il merito di questa grandiosa impresa va divisa equamente fra tre immense figure della ricerca spaziale: Van Allen, Von Braun e Pickering.
Lo strumento in questione era un contatore Geiger, che come sappiamo è uno apparecchio che permette di rilevare le radiazioni, e che collocato su l’Explorer I scoprì delle fasce di energica radiazione che cingono il nostro pianeta e che sono dovute a particelle cariche, intrappolate dalla cosiddetta magnetosfera.

Grazie allo sbarco sulla Luna e agli innumerevoli lanci della navetta Shuttle, ormai tutti e non solo gli addetti ai lavori, al giorno d’oggi conoscono le “fasce di Van Allen”.
Anche se questo, è certamente il tributo più evidente dell’astronomo americano, non dobbiamo trascurare il fatto che per ben 24 volte fu il responsabile scientifico di missioni spaziali di sonde indirizzate verso la Luna, Venere, Marte, Giove, Saturno e anche verso i confini del Sistema Solare (Pioneer 10 e 11).
Nell’anno 1987 l’allora presidente Ronald Reagan lo insignì della National Medal of Science per i suoi straordinari meriti scientifici. Questa medaglia è il più alto riconoscimento statunitense in questo campo.
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